martedì, 20/10/2026

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Vertice di maggioranza: focus su giovani, anziani, energia e dialogo con il settore bancario.

In un contesto di bilancio ristretto, la maggioranza di governo ha trovato un terreno comune: le risorse devono essere destinate a misure che abbiano un impatto diretto e visibile sui cittadini, specialmente in vista…

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In un contesto di bilancio ristretto, la maggioranza di governo ha trovato un terreno comune: le risorse devono essere destinate a misure che abbiano un impatto diretto e visibile sui cittadini, specialmente in vista delle prossime elezioni. Questo rappresenta il consenso più evidente emerso dal vertice di circa due ore tenutosi a Palazzo Chigi, al quale hanno partecipato la premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, i vice premier Antonio Tajani e Matteo Salvini (in video collegamento) e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi.

Le priorità discusse riguardano principalmente interventi a favore di giovani e anziani, il potenziamento della sanità, il supporto alle famiglie e misure per affrontare il caro energia, come confermato da fonti governative al termine della riunione.

Tuttavia, un punto critico da affrontare è il contributo delle banche, su cui il dialogo tra alleati si è dimostrato complesso fin dall’inizio. Il Documento programmatico di bilancio prevede la raccolta di 5 miliardi dal settore finanziario, un obiettivo che non può essere ignorato. La premier ha sottolineato l’importanza di negoziare con attenzione, considerando che è stato già siglato un accordo triennale l’anno precedente. Questo rende alcuni partner più cauti rispetto a nuove richieste. Le opzioni discusse includono diverse modalità di contributo, da definire come obbligatorie o facoltative, ma la consapevolezza della delicatezza della trattativa con l’ABI è chiara.

In merito alle misure, Giorgetti e la Ragioneria puntano a ridurre al minimo le richieste di modifica da parte dei partiti al testo base della manovra. La premier Meloni è attivamente coinvolta nel mantenere intatto l’originario testo della manovra. I partiti, nel frattempo, continuano a presentare lunghe liste di richieste, dalla flat tax fino a 100 mila euro e la pensione a 64 anni proposte dalla Lega, al taglio dell’Irpef per il ceto medio di Forza Italia, fino alle proposte di Noi Moderati riguardanti la cedolare secca per affitti lunghi e l’azzeramento delle tasse per neolaureati.

La situazione è ulteriormente complicata dai recenti scontri e disordini, che potrebbero indurre il governo a considerare misure di flessibilità per la difesa, aumentando le risorse destinate alle forze dell’ordine. Un ulteriore tema in discussione è la “previdenza dedicata” per il comparto sicurezza, con il ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, che ha avviato un tavolo di lavoro sulle questioni previdenziali.

Con la scadenza del 20 ottobre per l’invio della legge di Bilancio alle Camere che si avvicina, il governo sta negoziando con l’Unione Europea per ottenere maggiori margini di flessibilità, il che potrebbe ritardare la presentazione della manovra. Fonti governative indicano che il consiglio dei ministri, previsto per venerdì 23, potrebbe non essere in grado di approvare il documento, e che il 28 potrebbe rivelarsi una data più realistica. Pertanto, il confronto continuerà nei prossimi giorni per trovare un equilibrio tra le priorità della maggioranza e le limitazioni finanziarie disponibili.