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Lamparelli assume il ruolo di questore a Napoli: «Una sfida impegnativa»

Fausto Lamparelli è ufficialmente il nuovo questore di Napoli, un ritorno significativo per un uomo che ha già contribuito a plasmare la sicurezza della città. Già alla guida della Squadra Mobile dal 2014 al…

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Fausto Lamparelli è ufficialmente il nuovo questore di Napoli, un ritorno significativo per un uomo che ha già contribuito a plasmare la sicurezza della città. Già alla guida della Squadra Mobile dal 2014 al 2017, Lamparelli torna a Napoli dopo un’importante esperienza a Firenze e con una carriera poliziesca che inizia nel 1990. Originario di Benevento, 63 anni, è laureato in Giurisprudenza e Scienze delle pubbliche amministrazioni.

Durante il suo primo mandato a Napoli, il questore ha avuto un ruolo cruciale nel catturare latitanti e nel lanciare indagini su fenomeni come la “Paranza dei bambini”, il gruppo di giovani boss di Forcella. La sua profonda conoscenza della città e delle sue sfide è stata riconosciuta nel suo primo incontro con il prefetto Michele di Bari, dove hanno discusso temi di sicurezza che richiedono un approccio collaborativo tra le istituzioni.

“È un ritorno a Napoli e sono molto felice”, ha dichiarato Lamparelli, sottolineando la complessità del compito che lo attende. “Ho la responsabilità di occuparmi di tutto, e sono consapevole delle difficoltà legate alla sicurezza in questa città che amo”. Il questore ha già messo in evidenza l’importanza di affrontare il delicato tema della delinquenza giovanile, un argomento tornato alla ribalta dopo un recente episodio di violenza al Vomero.

“La sicurezza partecipata è essenziale”, ha affermato Lamparelli, promettendo di fare “tutto il necessario” per rispondere alle esigenze dei cittadini. Riconoscendo che la situazione attuale presenta nuove sfide, egli ha dichiarato che, sebbene i clan tradizionali siano stati debilitati, le nuove generazioni di delinquenti, più giovani ma altrettanto pericolosi, richiedono attenzione e strategie preventive. “La medicina è non solo la repressione, ma anche la prevenzione e il controllo del territorio”, ha concluso Lamparelli, evidenziando la necessità di vigilanza su una delinquenza giovanile che potrebbe essere influenzata dalle organizzazioni criminali.