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In Francia, manifestazioni bloccano l’ingresso del Louvre e il ministro Darmanin ammette le difficoltà nella gestione della situazione

PARIGI – La situazione in Francia sta raggiungendo livelli critici, con il ministro dell’Interno, Laurent Nunez, che ha tentato di dimettersi, ma il presidente Emmanuel Macron ha rifiutato le sue dimissioni. Questo avviene mentre…

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PARIGI – La situazione in Francia sta raggiungendo livelli critici, con il ministro dell’Interno, Laurent Nunez, che ha tentato di dimettersi, ma il presidente Emmanuel Macron ha rifiutato le sue dimissioni. Questo avviene mentre Macron è in missione nei Paesi del Golfo per garantire forniture di petrolio e affrontare le preoccupazioni legate al caro vita, ma la sua assenza solleva interrogativi sulla gestione della crisi attuale.

Il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, ha espresso solidarietà a Nunez, sottolineando un «incontestabile fallimento» nella gestione delle recenti manifestazioni violente. Ha evidenziato che ci sono state carenze nei servizi di intelligence, affermando che non è possibile mantenere l’ordine senza adeguate informazioni. Darmanin ha anche accusato i servizi francesi di incapacità nel fronteggiare l’ultra-sinistra, facendo riferimento alla presenza dei black bloc provenienti da tutta Europa.

Durante il discorso di Macron, giudicato insoddisfacente da tutte le forze politiche, i saccheggi sono continuati, con episodi allarmanti di teppismo che hanno visto i manifestanti tentare di entrare nei palazzi e persino negli appartamenti. In alcune città, come Parigi e Marsiglia, i negozianti hanno iniziato a organizzarsi in modo autonomo per difendersi dalle violenze.

Lunedì mattina, l’ingresso del Louvre è stato bloccato da centinaia di manifestanti che supportano il movimento studentesco, mentre si registra una sinergia tra le sommosse in Francia e quelle in altri paesi europei. Si sospetta anche che ci sia un’influenza esterna nel fomentare i disordini, con l’ipotesi che Mosca stia cercando di destabilizzare ulteriormente la situazione in Europa.

In risposta all’ondata di violenza, il sindaco di Marsiglia ha imposto un divieto di manifestazione per il pomeriggio. Tuttavia, le proteste sembrano essere destinate a continuare, con i gilet gialli pronti a scendere nuovamente in piazza il prossimo fine settimana, annunciando un «secondo atto» delle manifestazioni recenti.

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere: il leader del Rassemblement national, Jordan Bardella, critica l’ultrasinistra e mette in relazione i saccheggi con l’immigrazione, mentre Jean-Luc Mélenchon accusa il governo di incapacità. Anche Edouard Philippe, ex premier macronista, ha espresso delusione per il discorso di Macron, definendolo privo di soluzioni concrete.

La situazione è sempre più tesa, con la paura che le prossime mobilitazioni possano portare a scontri ancora più gravi. La percezione di un governo assente e l’ultra-violenza in corso sollevano interrogativi sul futuro della Repubblica e sulla capacità dello Stato di mantenere l’ordine.