I lavoratori dell’ex Ilva hanno preso d’assalto l’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova, lanciando un chiaro messaggio al governo con il grido «dove sei?». Questa manifestazione ricorda le azioni simili messe in atto nel 2022 dagli operai della Ansaldo, evidenziando la crescente preoccupazione per il futuro lavorativo degli operai. Le tute blu, con il coro «Ilva Genova non si chiude», hanno occupato l’area fino ai controlli di sicurezza, bloccando l’accesso alle partenze.
Armando Palombo, delegato Rsu, ha affermato: «L’aeroporto è occupato finché il governo non darà una risposta chiara». Nonostante la situazione di occupazione, le operazioni aeroportuali continuano, anche se con alcune difficoltà logistiche dovute al gran numero di lavoratori presenti.
Il governatore della Liguria, Marco Bucci, ha fatto visita all’aeroporto per incontrare i rappresentanti sindacali dell’ex Ilva di Cornigliano, a cui hanno partecipato anche i parlamentari del Pd Valentina Ghio e Alberto Pandolfo. Bucci ha affermato: «Genova vuole continuare a lavorare e ha un programma, accettato da Acciaierie d’Italia, per trattare materiale conto terzi in caso di chiusura a Taranto. L’accordo di mercoledì è in funzione e noi lavoriamo per questo, chiederemo ai commissari di chiarire la situazione».
Il governatore ha poi commentato una lettera ricevuta venerdì dai commissari straordinari, che annunciava un aumento della cassa integrazione. «Siamo rimasti tutti sorpresi, ma è una mossa parallela per coprire le necessità economiche. C’è però anche un’altra lettera, sempre di venerdì, inviata da Acciaierie d’Italia a Regione e Città Metropolitana per chiedere l’autorizzazione a trattare coils conto terzi: il piano per non fermare lo stabilimento esiste ed è pronto a partire fino al subentro del nuovo acquirente», ha spiegato Bucci. Infine, ha sottolineato l’importanza di evitare messaggi controproducenti, esprimendo fiducia nella ricerca di una soluzione intelligente per gestire la vertenza.



