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Sindaca impone ai proprietari di rimuovere con acqua l’urina dei cani, la questione arriva in tribunale.

Il dibattito sulla gestione delle deiezioni canine nelle aree pubbliche si è intensificato dopo l’ordinanza emessa dalla sindaca di Pratola Peligna, Antonina Di Nino. Questa misura obbliga i proprietari di cani a portare con…

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Il dibattito sulla gestione delle deiezioni canine nelle aree pubbliche si è intensificato dopo l’ordinanza emessa dalla sindaca di Pratola Peligna, Antonina Di Nino. Questa misura obbliga i proprietari di cani a portare con sé una bottiglietta d’acqua per diluire l’urina dei loro animali durante le passeggiate. L’obiettivo è mantenere la pulizia e il decoro degli spazi pubblici, ma l’iniziativa ha sollevato molte polemiche, soprattutto tra le associazioni animaliste.

L’associazione Tutela Diritti Animali Ets, rappresentata dal presidente Gabriele Bettoschi, ha espresso forti critiche nei confronti della nuova regola, presentando un ricorso al TAR per chiedere l’annullamento parziale dell’ordinanza. Secondo Bettoschi, l’obbligo di portare acqua per ogni minzione è un compito gravoso, soprattutto per le persone anziane o per coloro che possiedono cani di grande taglia.

Inoltre, l’associazione mette in dubbio l’efficacia igienica della misura. Un video dell’infettivologo Matteo Bassetti ha evidenziato come la semplice diluizione non elimini i germi, mettendo in luce le limitazioni di un approccio che non prevede soluzioni più efficaci. C’è anche il timore che tale ordinanza possa disincentivare i proprietari a portare i cani fuori, una pratica che invece dovrebbe essere incoraggiata per il benessere degli animali.

Nonostante il provvedimento provenga da un piccolo comune abruzzese, il suo impatto si sta facendo sentire a livello nazionale. Le preoccupazioni riguardo alla pulizia degli spazi pubblici sono universali, e già si teme che simili ordinanze possano essere replicate in altre città, spesso più popolate, dove la situazione è ancora più critica. Le aree verdi per cani sono già insufficienti e non sempre i proprietari rispettano i luoghi altrui, lasciando che i propri animali si liberino in spazi inappropriati.

Il problema è complesso. Da un lato, i cani utilizzano la marcatura per comunicare; dall’altro, è evidente che molti proprietari non portano sufficientemente a spasso i propri animali. Alcuni suggerimenti per affrontare la situazione includono l’educazione dei cani a utilizzare le aree verdi e la responsabilizzazione dei proprietari nell’assicurarsi che i propri animali siano portati fuori con maggiore frequenza.

La questione dell’ordinanza di Pratola Peligna, sebbene non rappresenti una soluzione definitiva, ha riacceso un’importante discussione su come bilanciare il diritto alla pulizia e decoro pubblico con le esigenze dei cani e dei loro proprietari. Con oltre 9 milioni di cani in Italia, il tema è di attualità e aspetta una risposta chiara da parte delle autorità competenti.