Il recente passaggio dell’emendamento di Fratelli d’Italia che prevede il reintegro dei medici no-vax ha suscitato una vivace discussione all’interno della Camera dei Deputati. Con un margine esiguo di soli 13 voti, 126 favorevoli contro 113 contrari, la maggioranza si è trovata divisa sull’argomento, evidenziando le fratture interne tra le forze politiche.
All’interno della coalizione di governo, alcuni esponenti di Forza Italia hanno scelto di non partecipare al voto, invocando la “libertà di coscienza”. In contrapposizione, i rappresentanti di Futuro Nazionale si sono affrettati a sottolineare il loro ruolo decisivo, affermando che, se avessero votato contro, l’emendamento sarebbe stato respinto. “Sui temi identitari, siamo noi a salvare la maggioranza”, hanno dichiarato, cercando di tendere una mano al centrodestra.
Il dibattito in aula ha assunto toni accesi, simili a quelli della commissione Covid, dove si sono scontrati M5S, PD, Avs, Iv e Azione da un lato, e FdI e Lega dall’altro. Critiche aspre sono arrivate da Marianna Ricciardi del M5S, che ha denunciato il “schiaffo” inflitto ai medici che hanno seguito le direttive sanitarie e alle vittime del Covid. Federico Fornaro del PD ha evidenziato l’incoerenza politica di Lega e Forza Italia, mentre Roberto Giachetti di Italia Viva ha parlato di “tradimento”.
Dall’altra parte, Maurizio Casasco di Forza Italia ha difeso il suo operato, sottolineando il suo impegno nella campagna vaccinale e chiedendo di mettere da parte le polemiche strumentali. La questione del reintegro dei medici no-vax continua a sollevare interrogativi e preoccupazioni, non solo tra i parlamentari, ma anche tra i professionisti del settore sanitario e la popolazione, che si interroga sulle implicazioni di tale decisione.



