Leonardo Maria Del Vecchio ha messo in campo una mossa decisiva per consolidare la sua posizione all’interno di Delfin, la holding che gestisce l’eredità di Luxottica. L’imprenditore mira a rilevare il 75% delle quote detenute dai suoi sette co-eredi, portando la sua partecipazione complessiva al 82,5%. Questo ambizioso piano è sostenuto da un finanziamento di 22 miliardi di euro offerto dalla banca statunitense Citi, con un tasso d’interesse del 1,75%.
Nella lettera inviata agli altri soci, Del Vecchio ha dichiarato: “È la proposta più seria che io abbia mai fatto”, evidenziando la disponibilità di un importante istituto di credito a supportare l’operazione. Ha proposto sia un’acquisizione immediata delle azioni che modalità più diluite, invitando gli eredi a incontrarsi per discutere i dettagli entro il 7 novembre.
Questo tentativo di acquisizione segna un nuovo capitolo nella complessa vicenda legata all’eredità di Leonardo Del Vecchio, scomparso nel giugno 2022. Gli otto eredi stanno affrontando da oltre quattro anni una disputa sulla gestione della holding, la quale ha un patrimonio netto stimato di circa 40 miliardi di euro. In origine, il capitale era suddiviso in otto quote del 12,5%, ciascuna valutata intorno ai 5 miliardi di euro.
Recentemente, Clemente Del Vecchio, il più giovane degli eredi, ha rafforzato la sua posizione diventando il primo azionista di Delfin, acquistando azioni da Rocco Basilico. Contestualmente, è emersa un’offerta esterna da parte del miliardario ceco Michal Strnad, che ha proposto 30 miliardi di euro per il controllo di Delfin. Tuttavia, questa offerta è stata giudicata irricevibile dagli eredi, in quanto comporterebbe uno sconto significativo sul valore del patrimonio.
La situazione rimane tesa, con Del Vecchio pronto a fare il possibile per ottenere il controllo della holding e garantire una gestione più unitaria dell’eredità familiare, mentre le trattative e le rivalità tra i membri della famiglia continuano a complicare il quadro.




