Joshua Wong, simbolo della lotta per la democrazia a Hong Kong, ha ricevuto una nuova condanna a dieci anni di carcere dall’Alta Corte, amplificando i timori per il futuro della dissidenza nella regione. Wong, che ha solo 26 anni, è stato giudicato colpevole di “cospirazione per colludere con forze straniere”, un’accusa emersa dopo i suoi sforzi per raccogliere supporto internazionale per la causa democratica di Hong Kong nel 2019, quando sollecitò Stati Uniti e Gran Bretagna a imporre sanzioni contro il governo locale.
Nel settembre scorso, Wong si era dichiarato colpevole nella speranza di ricevere una pena più leggera rispetto al rischio di una condanna all’ergastolo. Il giudice Tam, scelto dal governo, ha dichiarato che la corte doveva manifestare il disprezzo della comunità per le azioni di Wong, ma ha comunque ridotto la pena per il suo riconoscimento di colpevolezza. Mentre veniva portato via dalla sala, alcuni suoi ex compagni di lotta non hanno potuto trattenere le lacrime.
Wong sta attualmente scontando una pena di cinque anni per “sovversione”, legata all’organizzazione delle primarie per i candidati dell’opposizione nel 2020. Nonostante le intimidazioni delle autorità, 610.000 cittadini di Hong Kong si erano presentati per votare, un chiaro segnale del desiderio di democrazia. Tuttavia, la risposta del governo fu una retata che arrestò 47 attivisti e politici antigovernativi.
Nonostante le dure condizioni di detenzione, Joshua Wong sembra mantenere uno spirito resiliente. Secondo il suo legale, sta facendo esercizio fisico, studiando la chitarra e cercando di seguire corsi universitari. Nel carcere di Stanley è rinchiuso anche Jimmy Lai, un altro noto oppositore, condannato a vent’anni di reclusione.
Le autorità di Hong Kong e di Pechino hanno etichettato Wong come un traditore e un “secessionista infame”. In una dichiarazione rilasciata dal suo avvocato, Wong ha ribadito che le sue azioni politiche non sono mai state motivate dall’odio e che il suo obiettivo non è mai stato l’indipendenza, ma semplicemente la ricerca di democrazia per Hong Kong, un desiderio condiviso da centinaia di migliaia di giovani coinvolti nella Rivoluzione degli Ombrelli e nelle proteste del 2019.



