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Una nuova app di Davide supporta le persone con difficoltà linguistiche grazie al contributo di volontari

Davide Mulfari, ingegnere informatico di 41 anni originario di Messina, ha trasformato un principio personale in una missione per migliorare l’interazione delle persone con difficoltà di linguaggio con le tecnologie vocali. Cresciuto con paralisi…

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Davide Mulfari, ingegnere informatico di 41 anni originario di Messina, ha trasformato un principio personale in una missione per migliorare l’interazione delle persone con difficoltà di linguaggio con le tecnologie vocali. Cresciuto con paralisi cerebrale infantile, Mulfari ha sempre dovuto affrontare la sfida di farsi comprendere, una realtà che ha spinto la sua creatività a sviluppare una soluzione innovativa.

La sua creazione, CapisciAMe, è un’applicazione gratuita disponibile per smartphone iOS e Android, concepita per migliorare il riconoscimento vocale da parte delle intelligenze artificiali. Questo strumento raccoglie voci di persone con disartria, un disturbo motorio del linguaggio, permettendo loro di partecipare facilmente e senza stress a sessioni di registrazione.

Ad oggi, il database di CapisciAMe conta quasi 300 ore di parlato atipico, con oltre 350 mila registrazioni fornite da 500 volontari italiani. Questo progetto non solo mira a potenziare l’addestramento dei modelli AI, ma offre anche una speranza concreta a circa 700 mila italiani che convivono con disartria.

Mulfari ha sviluppato la sua app senza finanziamenti esterni, ma ha beneficiato di collaborazioni accademiche, tra cui il supporto dell’Università di Sidney e il supercomputer Leonardo di Cineca a Bologna. La sua determinazione e passione per la tecnologia, alimentate fin dall’infanzia, sono evidenti nel lavoro che sta svolgendo per rendere il mondo digitale più accessibile.

Con oltre duemila download, CapisciAMe sta già attirando l’attenzione degli specialisti in logopedia e delle associazioni di categoria. Mulfari sogna che un giorno la sua applicazione possa superare le limitazioni degli assistenti vocali commerciali, come Alexa, e trasformare dispositivi come gli occhiali di Meta in strumenti inclusivi per tutti coloro che hanno difficoltà nel comunicare.