Durante la sua visita a Roma e in Vaticano, il vicepremier e ministro degli Esteri thailandese Sihasak Phuangketkeow ha delineato la politica estera della Thailandia, basata sulla “autonomia strategica”. Questo approccio mira a mantenere relazioni solide con sia gli Stati Uniti che la Cina, senza cadere nella trappola della loro rivalità. La Thailandia, che è il più antico alleato degli Stati Uniti in Asia, si impegna a rafforzare i legami economici con la Cina, sottolineando che non è necessario scegliere tra le due potenze. La chiave, secondo il ministro, è perseguire gli interessi nazionali nel rispetto del diritto internazionale.
In merito ai negoziati per un accordo di libero scambio con l’Unione Europea, Phuangketkeow ha espresso ottimismo, affermando che l’accordo rappresenta una componente fondamentale per il rafforzamento del partenariato con l’Europa. Con la Thailandia come seconda economia dell’Asean, i colloqui con l’UE stanno progredendo bene e potrebbero concludersi entro la fine dell’anno, a condizione che entrambe le parti mostrino ambizione.
Riguardo all’Asean, il ministro ha riconosciuto che, sebbene l’organizzazione abbia contribuito a mantenere la pace nel Sud-est asiatico, è necessario adattarsi ai cambiamenti globali. Ha suggerito che un approccio più flessibile al principio di non ingerenza potrebbe accelerare la capacità dell’Asean di affrontare crisi regionali, come quella in Myanmar, dove è fondamentale incoraggiare il dialogo per la pace e la stabilità.
Phuangketkeow ha anche discusso della collaborazione con la Cambogia per ricostruire la fiducia, sottolineando l’importanza di evitare accuse reciproche nelle sedi internazionali. La Thailandia, pur mantenendo relazioni storiche con la Russia, ha affermato il suo disaccordo rispetto all’aggressione contro l’Ucraina, ribadendo il sostegno alla Carta delle Nazioni Unite e all’importanza di risolvere il conflitto.
Infine, il ministro ha commentato la visita in Italia, enfatizzando il legame culturale e commerciale con il paese e il ruolo della Thailandia come partner chiave nell’Indo-Pacifico. La visita ha incluso discussioni sul rafforzamento della cooperazione tra i due paesi, con particolare attenzione alle attività umanitarie e religiose, data la diversità culturale e religiosa della Thailandia.



