Un clima di tensione si respira in Campania, dove la protesta degli autotrasportatori ha assunto toni drammatici. Diversi camionisti si trovano bloccati e costretti a fermarsi, mentre alcuni manifestanti hanno addirittura danneggiato i veicoli, tagliando le ruote per impedire la partenza. Le autorità locali hanno confermato questi episodi, segnalando un incremento delle difficoltà per chi lavora nel settore.
Un autista di un’azienda veneta di mobili, fermo da tre giorni in un autogrill a Teano, ha raccontato la sua esperienza di isolamento e disagio. «Chiedo aiuto, questo è un sequestro di persona», ha dichiarato, spiegando di essere stato costretto a entrare con altri camion in una situazione di blocco totale, senza la possibilità di comunicare con le forze dell’ordine.
Il traffico è gravemente compromesso, con mezzi parcheggiati su più carreggiate, causando ripercussioni anche per gli automobilisti tra Napoli e Roma e lungo la Caserta-Salerno. Un autista romano, pur comprendendo le motivazioni della protesta, ha espresso la sua frustrazione per la mancanza di libertà: «Dobbiamo sempre garantire ai lavoratori la possibilità di decidere se aderire o meno allo sciopero, senza minacce o violenze». Nonostante il suo carico di alimenti a rischio deperimento, non ha ricevuto risposta alle sue richieste di poter proseguire il viaggio.
La situazione si fa sempre più complessa, evidenziando la necessità di un dialogo costruttivo tra le parti coinvolte, per evitare che la protesta influisca ulteriormente sulla vita quotidiana di chi lavora e si sposta in queste aree.



