La manifestazione nazionale «No ai Cpr né a Castel Volturno né altrove» si svolgerà il 24 ottobre a Castel Volturno, e Emergency ha deciso di sostenere questa iniziativa per affermare che la comunità non ha bisogno di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio. L’organizzazione chiede la chiusura di tutti i CPR, evidenziando la necessità di superare l’intero sistema della detenzione amministrativa.
Emergency denuncia da anni che la detenzione amministrativa nei CPR non fornisce soluzioni efficaci per la gestione dei flussi migratori, bensì genera esclusione e sofferenza. Secondo le osservazioni dell’Ong, il contatto diretto con le persone che hanno vissuto in questi centri ha rivelato l’impatto devastante che la detenzione ha sulla loro salute psicofisica, privandole di diritti fondamentali.
Sergio Serraino, coordinatore di Emergency Campania, sottolinea che i CPR ricordano le logiche dei vecchi manicomi, per le violenze istituzionali che perpetuano. Dopo quasi tre decenni dall’istituzione di questi centri, Serraino afferma che il problema risiede non solo nella gestione degli spazi, ma nell’obiettivo stesso di rimpatrio forzato di persone in cerca di una vita migliore.
Il secondo rapporto del Tavolo Asilo e Immigrazione evidenzia come i CPR abbiano effetti devastanti sulla salute fisica e mentale dei trattenuti. Emanuele Longo, responsabile del Programma Italia di Emergency, denuncia la somministrazione inappropriata di sedativi e psicofarmaci, utilizzati come strumenti di controllo piuttosto che per motivi terapeutici. Questa situazione è aggravata da un numero crescente di atti di autolesionismo e tentativi di suicidio.
In aggiunta, l’assistenza sanitaria nei CPR è spesso limitata e non garantisce un adeguato percorso di cura. Ahmed Echi, responsabile del progetto Sicilia di Emergency, racconta la storia di un paziente che, dopo la detenzione, era irriconoscibile e in condizioni critiche, evidenziando l’impatto devastante che la detenzione ha sulla salute mentale.
Emergency parteciperà quindi alla manifestazione del 24 ottobre con l’obiettivo di richiedere la chiusura di tutti i CPR in Italia e di promuovere politiche che tutelino i diritti, l’accoglienza e la salute.
Il vescovo di Caserta e Capua, Pietro Lagnese, ha espresso il suo sostegno all’evento, sottolineando l’importanza di una manifestazione pacifica e rispettosa della pluralità delle voci. Ha richiamato l’attenzione sulla storia complessa di Castel Volturno, affermando che la comunità ha bisogno di soluzioni concrete e non di strutture che perpetuino la vulnerabilità e il degrado sociale.
Lagnese ha concluso affermando che la sua partecipazione e il supporto della Chiesa non sono motivati da interessi politici, ma dal desiderio di difendere la dignità umana e riaffermare i valori di giustizia sociale e rispetto dei diritti fondamentali.



