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Eisenkot, l’ex generale che si oppone a Netanyahu: un percorso segnato da una perdita in Gaza e una promessa di onore.

Martedì mattina, Gadi Eisenkot ha dedicato un momento di raccoglimento al cimitero prima di recarsi al seggio elettorale di Herzliya, la città dove risiede, a nord di Tel Aviv. La sua visita è avvenuta…

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Martedì mattina, Gadi Eisenkot ha dedicato un momento di raccoglimento al cimitero prima di recarsi al seggio elettorale di Herzliya, la città dove risiede, a nord di Tel Aviv. La sua visita è avvenuta in un contesto segnato dalla recente tragedia degli attacchi dell’7 ottobre 2023. Eisenkot, ex generale dell’esercito israeliano, ha perso suo figlio Gal in combattimento a Gaza, il che rende la sua candidatura una questione estremamente personale e politica.

La memoria del figlio lo spinge a opporsi a Benjamin Netanyahu, il primo ministro più longevo della storia di Israele, che ha avviato una lunga offensiva contro Hamas. Eisenkot ha condiviso il ricordo di un ultimo incontro con Gal, descrivendo il momento in cui scattò alcune fotografie prima che partisse per il sud. Questo episodio ha segnato la sua decisione di rimanere attivamente coinvolto in politica: «Non posso riportare l’orologio indietro, ma farò il possibile per essere all’altezza del sacrificio di questi ragazzi», ha dichiarato, sottolineando l’importanza delle nuove generazioni.

Il suo impegno politico si inserisce in un contesto in cui il partito di Yair Lapid, Yesh Atid, cerca di unire le varie anime della coalizione di cambiamento. Eisenkot mira a costruire un futuro post-conflitto, un obiettivo che Netanyahu ha finora evitato di affrontare. Anche se ha lasciato il consiglio di guerra in disaccordo con la gestione della crisi degli ostaggi, la sua motivazione rimane quella di onorare i caduti e i giovani che vivranno in Israele.

Nonostante le sue origini umili e il fatto di non provenire da forze speciali come altri suoi avversari politici, Eisenkot è riuscito a posizionarsi in cima ai sondaggi con il suo partito Yashar (Dritto!). In un Paese profondamente polarizzato dalla figura di Netanyahu, il suo approccio sobrio e diretto rappresenta una ventata d’aria fresca. Nato a Tiberiade e cresciuto a Eilat, Eisenkot potrebbe diventare il primo primo ministro di origine mizrahi, un passo significativo per la diversità nella leadership israeliana.

La sua mancanza di eloquenza confrontata a quella di Netanyahu è stata sfruttata dai suoi avversari, ma si è rivelata un’arma a doppio taglio. La popolazione israeliana sembra stanca della retorica abile di Netanyahu, e Eisenkot ha risposto con incisività: «Dov’era l’eloquenza di Netanyahu il 7 ottobre?». Con questo, ha catturato l’attenzione e il rispetto di molti, evocando persino il ricordo di Yitzhak Rabin, pur mantenendo una distanza dalla ripresa del processo di pace interrotto con l’assassinio del premier nel 1995.