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Bosnia: avviate due inchieste sull’incidente dell’elicottero, Crosetto incoraggia i militari sopravvissuti

SARAJEVO – “Un miracolato”, così si definisce il dottor Flavio Favari, un uomo che ha vissuto una seconda nascita dopo il drammatico incidente aereo che ha coinvolto l’elicottero CH47F Chinook della missione Eufor Althea,…

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SARAJEVO – “Un miracolato”, così si definisce il dottor Flavio Favari, un uomo che ha vissuto una seconda nascita dopo il drammatico incidente aereo che ha coinvolto l’elicottero CH47F Chinook della missione Eufor Althea, schiantatosi nel villaggio di Gorice, in Bosnia. Medico dirigente specializzato in microbiologia clinica presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, Favari era a bordo dell’elicottero in qualità di tenente colonnello medico, volontario della Croce Rossa italiana, e attribuisce la sua sopravvivenza alla sua posizione privilegiata, seduto vicino ai piloti.

La tragedia ha colpito profondamente, con la perdita di quattro “servitori dello Stato”, tra cui i suoi colleghi, la sergente Laura Procacci e il tenente Adriano Zecchillo, che erano seduti nella parte posteriore dell’elicottero. La distinzione tra vita e morte è stata drammatica, con undici sopravvissuti che, tra grida di dolore e tentativi di fuga dalle lamiere, hanno vissuto momenti di pura angoscia.

Le autorità italiane e bosniache hanno avviato indagini per chiarire le circostanze dell’incidente. La procura militare e quella ordinaria in Italia hanno aperto un fascicolo, mentre in Bosnia è stato istituito un team investigativo per esaminare l’accaduto. La Commissione tecnica del ministero della Difesa italiano è già al lavoro per raccogliere prove e delineare un quadro chiaro della situazione.

Il video dell’incidente, che ha fatto il giro del mondo, mostra il Chinook mentre si solleva e poi precipita, un evento che ha colpito l’opinione pubblica. Il sindaco di Brcko, Sinisa Milic, ha sottolineato il coraggio dei piloti, che hanno evitato di causare ulteriori danni a zone abitate, salvando probabilmente molte vite civili.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha visitato i feriti e ha espresso il suo sostegno alle famiglie colpite. Durante la sua visita, ha sottolineato l’importanza dell’affetto e della presenza dei compagni di squadra per coloro che hanno subito perdite. Ha anche rivelato che i bosniaci intendono erigere un monumento in onore dei militari italiani deceduti.

La tragedia di Brcko continua a risuonare non solo in Bosnia, ma anche in Italia e a New York, dove il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite discute la proroga della missione Eufor Althea. Il tenente colonnello Favari, nonostante le fratture, ha ricevuto messaggi di supporto, tra cui una chiamata dal presidente della Croce Rossa, Rosario Valastro, che ha voluto rassicurarlo sulla presenza di una vasta rete di volontari pronta a sostenerlo.