La terza giornata di Conference si è rivelata un ulteriore capitolo negativo per l’Atalanta, che continua a lottare per ritrovare la forma. Il pareggio 1-1 contro il Kairat Almaty non solo ha deluso le aspettative, ma ha anche aumentato le pressioni su una squadra già in difficoltà dopo il pesante 0-3 subito contro il Parma. La vittoria sembrava un obiettivo alla portata, soprattutto dopo una prestazione incoraggiante nei primi minuti, ma le cose si sono rapidamente complicate.
Il gol del vantaggio degli ospiti, realizzato dallo spagnolo Gual, ha fatto emergere le fragilità difensive della squadra, che aveva già subito 14 reti nelle ultime cinque partite. Nonostante i tentativi di riscatto con l’ingresso di giocatori chiave come CDK, Ederson e Zalewski, l’inerzia della partita non è cambiata. Le occasioni per il gol sono state poche e la maggior parte dei tentativi si sono rivelati inefficaci, come dimostrato dall’azione di Krstovic, che ha visto il suo gol annullato per fuorigioco.
Il rientro di Scamacca in attacco e l’ottimo inizio di partita avevano alimentato qualche speranza, ma la risposta della squadra alla pressione è risultata inadeguata. I due centrocampisti, Elmas e Pasalic, non erano in grado di garantire la protezione necessaria alla difesa, e l’eccessivo dinamismo non ha compensato la mancanza di ordine in campo. Le distanze tra i giocatori erano ampie, portando a numerosi duelli e a una manovra frammentata.
Con il pareggio, l’Atalanta ha lasciato sfuggire l’opportunità di accumulare punti preziosi, e ora la squadra deve affrontare le conseguenze di un inizio di stagione deludente. Le parole di incoraggiamento della vigilia di Elmas non sono state seguite da un’adeguata risposta sul campo, lasciando i tifosi con molte domande e poche risposte. La strada per il recupero sarà lunga e tortuosa, e servirà una reazione immediata per risollevare le sorti della squadra.



