Un lungo intervento di circa tre ore ha portato a una diagnosi preoccupante per papa Leone XIV: è stato riscontrato un tumore ai polmoni. Secondo il primo bollettino medico, il Santo Padre ha subito un intervento di chirurgia toracica, durante il quale è stato rimosso il lobo inferiore del polmone destro utilizzando una tecnica videoassistita. L’esame istologico ha confermato la presenza di adenocarcinoma polmonare, come già sospettato.
L’adenocarcinoma rappresenta il tipo più comune di tumore polmonare maligno, spesso diagnosticato in non fumatori e per il quale esistono nuove opzioni terapeutiche. La prognosi varia a seconda dello stadio della malattia; nel caso di una diagnosi precoce, come quella di Leone XIV, il tasso di sopravvivenza a cinque anni supera l’80%. Tuttavia, ulteriori esami saranno necessari per valutare la situazione specifica del Papa.
L’intervento di lobectomia, che ha comportato la rimozione di un intero lobo del polmone e dei linfonodi intratoracici, è la strategia preferita nei casi iniziali di questa patologia. La scelta di una procedura mininvasiva, come la toracoscopia video-assistita, è stata motivata dalla possibilità di garantire risultati oncologici sicuri, riducendo il rischio di complicanze e accelerando il recupero.
Riguardo a eventuali trattamenti post-operatori come chemioterapia o radioterapia, le decisioni saranno prese dopo l’analisi dell’esame istologico completo. Se i linfonodi rimossi risulteranno negativi, il Papa potrebbe non aver bisogno di ulteriori cure, poiché l’intervento chirurgico potrebbe essere sufficiente.
La classificazione biomolecolare del tumore sarà cruciale per definire le terapie più adatte. I prossimi giorni saranno fondamentali per monitorare il decorso post-operatorio, con una degenza media prevista di 7-10 giorni. In generale, la rimozione di un lobo polmonare non compromette la qualità della vita, specialmente in pazienti con normale capacità respiratoria prima dell’intervento.
L’équipe chirurgica che ha assistito il Papa era guidata dal professor Stefano Margaritora, coadiuvato da altri specialisti nel campo della chirurgia toracica e dell’anestesia, a testimonianza della serietà e professionalità con cui è stata affrontata questa delicata situazione.



