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Incidente aereo in Perù ad agosto: inchiesta senza rapporti ufficiali e compagnia riprende i voli

Il tragico incidente aereo che ha coinvolto un Cessna in Perù il 1° agosto ha lasciato un profondo segno nel cuore di due famiglie italiane, causando la morte di tredici persone, tra cui sette…

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Il tragico incidente aereo che ha coinvolto un Cessna in Perù il 1° agosto ha lasciato un profondo segno nel cuore di due famiglie italiane, causando la morte di tredici persone, tra cui sette connazionali. A oltre due mesi dallo schianto, le autorità locali non hanno ancora reso pubbliche informazioni preliminari sull’indagine, violando le normative internazionali che prevedono un rapporto entro trenta giorni dall’evento.

Il silenzio da parte delle autorità peruviane è assordante. Nonostante le ripetute richieste di chiarimenti da parte della stampa italiana, né il ministero dei Trasporti né l’ente per l’aviazione civile hanno fornito risposte. Anche l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo italiana, coinvolta nell’inchiesta, non può fare dichiarazioni poiché la responsabilità dell’indagine ricade esclusivamente sul Perù.

Il volo, un Cessna 208B Grand Caravan della compagnia Aerodiana, si è schiantato a poco meno di venti chilometri dal famoso sito archeologico delle linee di Nazca, dopo aver lanciato un appello di emergenza che non ha ricevuto risposta. A bordo, oltre ai due piloti, vi erano undici turisti, tra cui le famiglie italiane di Paolo Gianturco e Massimo Angelucci, che non sono riusciti a salvarsi dall’incidente.

In seguito al disastro, il ministero dei Trasporti peruviano ha avviato le indagini, ma, nonostante l’impegno iniziale, il silenzio ha preso il sopravvento. Aerodiana, la compagnia aerea coinvolta, ha ripreso le sue attività turistiche, mentre l’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile (ICAO) sottolinea l’obbligo delle autorità di fornire un rapporto preliminare, che non è stato ancora pubblicato.

Il ritardo nella comunicazione non solo solleva interrogativi sulla trasparenza del processo investigativo, ma mette anche in discussione la sicurezza delle operazioni aeree in Perù. Sebbene non vi sia un obbligo di pubblicazione dei rapporti, molte autorità nel mondo occidentale li rendono disponibili per garantire chiarezza, a meno che non ci siano motivi di riservatezza. Data la massa del Cessna coinvolto, ci si aspetterebbe un aggiornamento tempestivo.

Il rapporto preliminare è cruciale, poiché fornisce informazioni vitali sulle circostanze del volo e sul progresso delle indagini. Sebbene non contenga conclusioni definitive, offre una prima panoramica delle cause e delle condizioni al momento dell’incidente. Il documento finale, più dettagliato, dovrebbe essere pronto entro un anno, a meno di complicazioni.

In un contesto già complesso, emerge anche la notizia che solo poche settimane prima dell’incidente, il ministero dei Trasporti aveva rinnovato l’autorizzazione per Aerodiana, evidenziando una possibile disconnessione tra la sicurezza operativa e le pratiche di monitoraggio delle compagnie aeree.