La manovra di Bilancio 2027 si appresta a introdurre significative modifiche al regime forfettario per i possessori di partita IVA. Una delle principali novità in discussione è l’innalzamento del limite di ricavi e compensi a 100 mila euro, con una soglia di uscita fissata a 115 mila euro. Inoltre, il disegno di legge prevede la conferma del tetto di 35 mila euro di reddito da lavoro dipendente o pensione per coloro che desiderano accedere a questo regime agevolato.
Questa proroga interesserà circa 52.200 contribuenti, i quali potranno continuare a beneficiare di una tassazione ridotta al 15% sulle loro seconde attività, e al 5% per le nuove iniziative imprenditoriali che rispettano determinati requisiti. Senza questa modifica, il limite sarebbe tornato a 30 mila euro, escludendo così chi percepisce redditi compresi tra 30 mila e 35 mila euro.
Il governo ha scelto di mantenere il limite di 35 mila euro per un altro anno, nonostante le proposte di incrementare tale soglia a 40 mila euro avanzate da Forza Italia. La conferma di questo tetto è riportata nell’articolo 9, comma 3, del disegno di legge di Bilancio 2027 e si applicherà per il terzo anno consecutivo, essendo stata introdotta dalla manovra 2025 e confermata nel 2026. Senza ulteriori proroghe, il limite ordinario di 30 mila euro tornerà in vigore nel 2028.
Le conseguenze fiscali di questa proroga sono significative, con una stima di minori entrate per le casse pubbliche di 77,7 milioni di euro nel 2027 e di 137,1 milioni nel 2028, seguite da un recupero di 84,3 milioni nel 2029. È importante notare che nel calcolo dei redditi da lavoro dipendente si includono anche i premi di risultato, assoggettati all’imposta sostitutiva del 10% come stabilito dall’Agenzia delle Entrate.
Infine, il regime forfettario rimane inaccessibile per chi svolge principalmente la propria attività autonoma nei confronti del datore di lavoro attuale o di quelli con cui ha avuto rapporti nei due anni fiscali precedenti. Questa limitazione si estende anche a soggetti con legami diretti o indiretti con gli stessi datori di lavoro, salvo eccezioni per chi avvia una nuova attività dopo il periodo di pratica obbligatoria.




