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Serena Grandi ricorda con affetto una figura influente della sua vita

Oggi, mercoledì 4 novembre, Roma piange la scomparsa di Tinto Brass, il regista che ha segnato un’epoca del cinema italiano a 93 anni. I funerali si svolgeranno in forma privata, rispettando la sua volontà.…

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Oggi, mercoledì 4 novembre, Roma piange la scomparsa di Tinto Brass, il regista che ha segnato un’epoca del cinema italiano a 93 anni. I funerali si svolgeranno in forma privata, rispettando la sua volontà.

Serena Grandi, una delle muse più celebri di Brass, ha condiviso il suo dolore attraverso un ricordo profondo. Le sue parole sono intrise di nostalgia e affetto, rivelando non solo il regista che l’ha trasformata in un’icona, ma anche l’uomo che ha saputo lasciare un’impronta indelebile nella sua vita. “Pensa che sopra il mio letto c’è una sua foto”, racconta Grandi, evocando un legame che va oltre il set.

L’incontro tra i due sembra uscito da un film: Brass aveva trovato una foto di Serena e, colpito da un’intuizione, esclamò: “È lei Miranda”. Questo momento segnò l’inizio di un’importante collaborazione artistica, che culminò nel film “Miranda” del 1985. Grandi ricorda con affetto il lavoro meticoloso che hanno svolto insieme: “Ogni frase era scritta per me”, sottolinea, evidenziando la dedizione e l’impegno profuso nella loro arte.

Ma la grandezza di Tinto Brass non si limitava alla sua carriera da regista. Grandi descrive un uomo colto, ironico, amato per la sua capacità di godere della vita e di far ridere chi gli stava attorno. “Era una persona di una cultura sconvolgente”, afferma, e il suo umorismo rifletteva questa ricchezza interiore.

La loro relazione si è rinnovata nel 1998 con il film “Monella”, a tredici anni di distanza da “Miranda”. Nonostante il tempo trascorso, l’alchimia tra loro era rimasta intatta. Grandi ricorda con affetto una passeggiata a Venezia, in cui spingeva la carrozzina del regista, un’immagine che esprime la bellezza della loro amicizia.

Ricordando l’ultima conversazione avuta con Brass, Grandi sottolinea l’importanza di quel momento: “Tinto, sono Serena”, e lui, riconoscendola subito, ha dimostrato che il loro legame era ancora forte. La morte di Brass lascia un vuoto profondo, ma le sue opere e il ricordo dei momenti condivisi rimarranno per sempre.

Infine, Grandi menziona anche Carla Cipriani, la moglie di Brass, che ha contribuito a plasmare l’uomo che tutti conoscevano. “Era la sua anima nera”, ricorda con un sorriso. La perdita di Tinto Brass segna la fine di un capitolo, ma la sua eredità cinematografica e il ricordo delle risate e delle emozioni condivise continueranno a vivere nei cuori di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.