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Xi nomina un nuovo membro nel Politburo e enfatizza la necessità di una revisione interna del Partito. Quattro “giovani” entrano nel Comitato centrale.

La grande sala dell’Hotel Jingxi a Pechino ha ospitato un evento carico di tensione e segretezza: il Plenum del Comitato centrale del Partito comunista cinese. In un’atmosfera segnata da un numero sorprendentemente alto di…

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La grande sala dell’Hotel Jingxi a Pechino ha ospitato un evento carico di tensione e segretezza: il Plenum del Comitato centrale del Partito comunista cinese. In un’atmosfera segnata da un numero sorprendentemente alto di posti vuoti, il dibattito si è svolto lontano da occhi indiscreti, ma i risultati sono stati resi noti al termine della quattro giorni di lavori, il 29 ottobre.

Un comunicato ha rivelato che ben 97 dei 376 membri eletti nel Congresso del 2020 sono stati esclusi, la maggior parte dei quali è caduta vittima della lotta alla corruzione guidata da Xi Jinping. Tuttavia, la purga ha colpito anche coloro che si sono dimostrati disallineati rispetto alla linea del leader, evidenziando dissensi all’interno del Partito sulla direzione economica e politica del paese.

Il fulcro del dibattito è stata la necessità di una disciplina interna rigorosa, con un avvertimento chiaro: il Partito deve «rettificare incessabilmente la propria condotta» e l’idea di corruzione deve essere completamente allontanata. Dopo questo richiamo, il comunicato ha esaltato i risultati raggiunti, che secondo il testo meritano di essere ricordati come parte della storia della costruzione della politica marxista.

Tra i nomi di spicco espulsi vi è il generale Zhang Youxia, ex vice di Xi nella Commissione militare centrale, e Zhong Shaojun, noto come «la spia» di Xi nell’Esercito popolare di liberazione, il che dimostra la crescente sfiducia del presidente nei confronti dei suoi generali. La promozione di Zhang Shenming a membro del Politburo, avvenuta nonostante la riduzione dei membri a 21, segna un’eccezione, dato che normalmente questo organo si rinnova ogni cinque anni.

La nuova composizione del Comitato centrale include anche alcuni esponenti della «settima generazione» di dirigenti, nati negli anni ’70. Tra questi, quattro nuovi membri, tra cui due governatori provinciali e due ex banchieri, rappresentano un cambiamento generazionale significativo che potrebbe influenzare le dinamiche del prossimo Congresso.

È importante notare che la lotta alla corruzione, iniziata da Xi nel 2012, ha già portato alla sanzione di oltre sette milioni di funzionari, un impegno che continua a fronteggiare sfide considerevoli. Il comunicato finale ha messo in guardia su «lunghe, complesse e gravi» difficoltà nella lotta contro la corruzione e la decadenza burocratica, evidenziando la precarietà della situazione interna al Partito.