Valentina Calacoci, proprietaria del bistrot “Le tre gazzelle” a Milano, ha descritto il fine settimana scorso come un vero e proprio incubo. A 41 anni, non aveva mai assistito a una violenza così intensa nelle strade della sua città. Durante gli scontri di sabato, la situazione è degenerata rapidamente, con scoppi di petardi e biciclette in fiamme, costringendo lei e i suoi clienti a rifugiarsi all’interno del locale.
Per proteggere il suo bistrot, Calacoci ha preso immediate precauzioni, mettendo in sicurezza tavoli e sedie esterne per evitare che venissero usati come armi. Ha anche deciso di chiudere anticipatamente il locale sia sabato che domenica a causa dell’escalation di violenza che ha colpito il centro città.
“Ho avuto paura, molta paura”, ha confessato, sottolineando la preoccupazione per la sicurezza dei suoi dipendenti, dei clienti e di suo figlio, presente durante i disordini. La cosa che l’ha colpita di più è stata rendersi conto che i protagonisti di questa violenza avevano all’incirca l’età di suo figlio di 12 anni. “È strano pensare che i suoi coetanei possano comportarsi in modo così aggressivo”, ha aggiunto.
I dipendenti del bistrot, tutti giovani tra i 19 e i 26 anni, hanno dimostrato grande coraggio difendendo il locale, senza esitazioni nel tornare al lavoro nonostante gli eventi tumultuosi. Tuttavia, dopo i disordini, Calacoci ha dovuto affrontare la dura realtà economica: “Non possiamo permetterci di chiudere per giorni. Ogni mese le spese vanno pagate, e la nostra attività vive di turismo, quindi questo non fa bene alla città”, ha detto, notando che lunedì il flusso di clienti era drasticamente diminuito.
Guardando al futuro, la proprietaria del bistrot teme che il prossimo weekend potrebbe portare ulteriori problemi. “Ho paura che possa succedere qualcosa di ancora più grave e che la rabbia aumenti”, ha concluso, preoccupata per la situazione in evoluzione. La sua esperienza mette in luce non solo la violenza giovanile, ma anche l’impatto che tali eventi hanno su piccole imprese e sulla comunità locale.



