Urbano Cairo rompe il silenzio sull’uscita di Enrico Mentana dalla direzione di Tg La7, esprimendo la sua ammirazione per il professionista e l’amico che ha guidato il telegiornale per 16 anni. Intervenuto a “Un giorno da pecora” su Rai Radio1, l’editore di La7 e Corriere della Sera ha dichiarato di rispettare la decisione di Mentana di concludere la sua esperienza, sottolineando che la libertà di espressione è fondamentale. “Mi dispiace, è un amico ed è bello andarci a cena,” ha detto Cairo, aggiungendo che non è contro nessuno e che ha sempre lasciato spazio ai suoi giornalisti.
Mentana, che ha annunciato la sua uscita ufficiale a fine anno, condurrà l’ultimo telegiornale il 23 dicembre. Cairo ha commentato che, dopo tanti anni, è naturale che un professionista come Mentana desideri chiudere un capitolo importante della sua carriera. Inoltre, l’editore ha risposto a critiche mosse da Mentana riguardo a La7, affermando che la rete ha conosciuto un’evoluzione nel suo orientamento rispetto al passato.
Riguardo ai rumor su un possibile approdo di Mentana al gruppo Sky, Cairo ha preferito non commentare, mentre ha dichiarato di non aver ancora preso decisioni sulla successione alla direzione del telegiornale, che ha raggiunto il terzo posto in termini di ascolti in Italia. “Non ho ancora deciso. Se l’avessi deciso, l’avrei annunciato,” ha affermato, promettendo di essere pronto quando il momento arriverà.
La conversazione si è spostata anche sull’informazione cartacea, con Cairo che ha espresso perplessità sull’offerta di Leonardo Maria Del Vecchio per acquistare Il Fatto Quotidiano, giudicandola più una mossa strategica che un reale interesse. Infine, Cairo ha condiviso le sue riflessioni sui conti pubblici e sulla legge di Bilancio, sottolineando la necessità di interventi significativi per affrontare i problemi economici del Paese. Ha espresso un giudizio positivo sul ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, definendolo attento e prudente.
In chiusura, l’editore ha escluso un suo interesse per la candidatura a sindaco di Milano, chiarendo che, sebbene consideri Mario Calabresi un amico, non è a conoscenza dei suoi progetti politici.



