martedì, 13/10/2026

23° Roma Poco nuvoloso · max 23° min 14°
Dollaro € 0,89 Sterlina € 1,18

Italia Global

23° Roma Poco nuvoloso · max 23° min 14°
Dollaro € 0,89 Sterlina € 1,18

Tempistiche e fattori che influenzano l’accensione dei riscaldamenti: ecco il calendario e le possibili eccezioni

Con l’autunno che avanza, molti italiani si pongono la questione cruciale: quando è possibile accendere il riscaldamento? In Italia, non esiste una data uniforme per tutti, poiché il calendario per l’accensione varia in base…

Condividi:

Con l’autunno che avanza, molti italiani si pongono la questione cruciale: quando è possibile accendere il riscaldamento? In Italia, non esiste una data uniforme per tutti, poiché il calendario per l’accensione varia in base alla fascia climatica di ciascun Comune. Il Paese è suddiviso in sei zone climatiche, dalla A, che include le località più temperate, alla F, riservata ai luoghi con clima più rigido.

È interessante notare che alcuni comuni e regioni stanno anticipando l’accensione del riscaldamento, in risposta a previsioni meteorologiche che indicano un prolungamento delle temperature miti e per motivi di risparmio energetico, dato l’aumento dei costi del gas. Questo ha portato ad una flessibilità nelle regole che governano l’accensione degli impianti di riscaldamento.

Per la stagione 2026-2027, il calendario ordinario stabilisce diverse date chiave. L’Emilia-Romagna, ad esempio, ha preso l’iniziativa di sospendere il blocco alla circolazione dei veicoli diesel euro 5 e ha previsto un pacchetto di misure alternative, tra cui lo slittamento dell’accensione dei riscaldamenti. Anche Monza, capoluogo della Lombardia, ha scelto di posticipare l’entrata in funzione dei caloriferi.

Per molte città del Nord Italia, la data di avvio del riscaldamento è fissata al 15 ottobre. Città come Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Brescia, Bergamo e Trieste rientrano nella zona E, che consente un utilizzo degli impianti fino al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno. A Roma, invece, il riscaldamento può iniziare solo il 1° novembre, data che coincide con la zona D, che comprende anche Firenze e Genova.

Nei comuni della zona C, come Napoli e Bari, l’accensione è consentita a partire dal 15 novembre, mentre nelle aree più miti della zona B, come Palermo e Catania, l’avvio è fissato al 1° dicembre, con un limite di otto ore giornaliere fino al 31 marzo. La zona A, che include località come Lampedusa, prevede solo sei ore di riscaldamento, con spegnimento il 15 marzo.

Le località della zona F, tra cui Belluno e Trento, non hanno vincoli specifici riguardo al periodo o alla durata giornaliera di accensione. Tuttavia, le autorità locali possono intervenire con ordinanze per modificare le date e le ore di funzionamento, a seconda delle necessità documentate. Prima di attivare i riscaldamenti, è consigliabile verificare le comunicazioni del proprio Comune.

In aggiunta, ci sono limiti riguardanti la temperatura interna degli edifici. Negli edifici civili, la temperatura massima consentita è di 20 gradi, con una tolleranza di due gradi. Per le strutture destinate ad attività industriali, il limite scende a 18 gradi, mantenendo sempre la tolleranza di due gradi. Queste norme si applicano anche nella zona F, con alcune eccezioni previste dalla legge.