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Stasi, richiesta di revisione a metà novembre: sette elementi chiave che hanno contribuito alla condanna

Una nuova fase si apre nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, con la Procura di Pavia che ha avanzato richiesta di processo contro Andrea Sempio, accusato di aver commesso il delitto con aggravanti di…

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Una nuova fase si apre nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, con la Procura di Pavia che ha avanzato richiesta di processo contro Andrea Sempio, accusato di aver commesso il delitto con aggravanti di crudeltà. Nel contesto di questo sviluppo, la difesa di Alberto Stasi, già condannato a 16 anni di carcere per lo stesso crimine, ha annunciato la sua intenzione di richiedere la revisione della condanna, con elementi inediti da presentare alla Corte d’Appello di Brescia.

Al centro della revisione ci sono sette punti chiave che nel 2015 avevano portato alla condanna di Stasi. Questi elementi, ora riesaminati, offrono una lettura differente da quella stabilita dalla Cassazione, che aveva confermato la colpevolezza di Stasi basandosi su una serie di indizi. I legali di Stasi sostengono che le nuove indagini potrebbero rivelare incongruenze significative nelle prove precedenti.

Un aspetto cruciale riguarda la questione di come Chiara Poggi abbia aperto la porta al suo aggressore, con la Cassazione che aveva affermato che solo qualcuno conosciuto avrebbe potuto entrare in casa. Tuttavia, la nuova ricostruzione proposta dai pm di Pavia suggerisce che la porta era aperta e che Sempio, amico del fratello di Chiara, non fosse un perfetto estraneo.

Inoltre, la questione della bicicletta utilizzata dall’assassino si presenta come un punto controverso. Mentre la Cassazione aveva collegato una bicicletta di Stasi al delitto, i nuovi accertamenti indicano che non ci sono prove certe che dimostrino che Sempio non fosse in possesso di una bici simile. Le testimonianze riguardanti il tipo e l’orario della bicicletta sono state definite contraddittorie, aprendo la porta a nuove interpretazioni.

Le indagini recenti hanno evidenziato incongruenze anche riguardo alla finestra temporale in cui si presume sia avvenuto l’omicidio. La Cassazione aveva fissato un intervallo ristretto, mentre la nuova consulenza parla di un periodo significativamente più ampio, sollevando dubbi sulla colpevolezza di Stasi.

Infine, i pm di Pavia hanno messo in discussione le prove raccolte durante il processo, inclusa la questione del dna trovato sui pedali di una bicicletta, che potrebbe essere frutto di errori analitici. La difesa di Stasi ha ora la possibilità di mettere in discussione l’intero impianto accusatorio, aprendo così la strada a un possibile ribaltamento del verdetto.