KIEV – Serhii Sternenko, ex consigliere per i droni del ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, ha avvertito per primo i cambiamenti significativi nelle operazioni militari. Durante la notte, ha ricevuto segnalazioni dai reparti che i terminali Starlink installati sui droni stavano perdendo la connessione a velocità superiori ai 160 chilometri orari. Sebbene non si tratti di un blackout totale, le comunicazioni tra le postazioni fisse rimangono attive.
Le restrizioni sembrano colpire in particolare Starshield, il sistema sviluppato da SpaceX per supportare operazioni militari e governative. Mentre Starlink fornisce accesso commerciale a internet via satellite, Starshield offre collegamenti protetti per la difesa e l’intelligence. Questo sistema è cruciale per mantenere il contatto con i droni in volo, trasmettendo comandi e dati a terra.
Il 7° Corpo di reazione rapida dell’esercito ucraino ha segnalato perdite di segnale di 10-20 secondi già a 110-120 chilometri orari. Le conseguenze di tali interruzioni possono essere devastanti: rallentare per mantenere il collegamento espone i droni al rischio di attacchi russi, mentre accelerare può comportare la perdita di controllo. Nella zona di Huliaipole, alcune missioni sono state annullate, dimostrando che anche brevi interruzioni possono compromettere operazioni cruciali.
Secondo l’analista militare tedesco Julian Ropcke, la dipendenza di Kiev dai droni collegati tramite Starlink è elevata, soprattutto entro una distanza di 150 chilometri. Se il limite di velocità dovesse rimanere in vigore, le operazioni diventeranno estremamente difficili, inclusi gli attacchi contro obiettivi russi. Ropcke avverte che anche le missioni più profonde potrebbero essere compromesse, poiché molti droni a lungo raggio utilizzano Starlink come canale secondario.
Questa situazione rappresenta una significativa anomalia strategica, poiché un’impresa privata come SpaceX ha la capacità di influenzare il corso di un conflitto internazionale. Sebbene le decisioni strategiche militari non siano prerogativa esclusiva di Elon Musk, SpaceX controlla l’infrastruttura e il software necessari per operare. Modifiche a questi sistemi, come limiti di velocità o disattivazione di funzionalità, possono rapidamente cambiare le dinamiche sul campo di battaglia.
Molti paesi, tra cui la Polonia, hanno investito in terminali Starshield, ma circa 3.000 di essi provengono dal Dipartimento della Difesa statunitense. Questo implica che la Polonia non potrebbe ripristinare autonomamente le funzioni ad alta velocità senza un intervento diretto da parte degli Stati Uniti e di SpaceX.
Il rischio si estende anche alle aree urbane. Serhii Beskrestnov, consigliere ucraino per le tecnologie della difesa, ha sottolineato che Starlink è utilizzato anche per intercettori progettati per abbattere droni russi. Oleksandra Matviichuk, avvocatessa per i diritti umani e premio Nobel per la pace, ha avvertito che senza queste protezioni i droni potrebbero colpire edifici residenziali, scuole e ospedali. Ha concluso con una forte accusa, affermando che il sangue dei bambini ucraini potrebbe ricadere sulla coscienza del team di SpaceX, evidenziando l’impatto potenzialmente devastante delle decisioni aziendali sulle vite civili in Ucraina.



