Il 30 ottobre, se vi trovate su un autobus e notate un cartello con la scritta «Autista precettato» indossato dal conducente, sappiate che dietro a quel gesto c’è un forte desiderio di protesta. Oggi era prevista una mobilitazione generale indetta dall’Unione sindacale di base (Usb), ma il servizio è stato posticipato in onore della commemorazione dei defunti. A Brescia, alcuni autisti hanno deciso di manifestare la loro opposizione a questa decisione con un gesto simbolico, trasformando il loro turno in una forma di dissenso visibile.
Nonostante la regolarità del servizio di autobus e metropolitana sia garantita da Brescia Mobilità, l’azienda ha avvertito che potrebbero verificarsi dei disagi. Inoltre, ha sottolineato che eventuali autisti che dovessero astenersi dal lavoro sarebbero segnalati, con il rischio di incorrere in sanzioni. Questo avvertimento ha innalzato la tensione in una giornata in cui i lavoratori cercano di far sentire la propria voce senza interrompere il servizio. Alcuni potrebbero, tuttavia, decidere di unirsi allo sciopero, affrontando le conseguenze legali di tale scelta.
Usb ha risposto con fermezza, contestando la legittimità dell’ordinanza e confermando la volontà di procedere con la mobilitazione, pronta ad affrontare le eventuali sanzioni che ne deriverebbero. Per gli autisti che decidono di scioperare, il rischio di una multa di diverse centinaia di euro pesa sulla loro decisione.
Questa nuova modalità di protesta, che permette di esprimere il dissenso senza rinunciare al servizio, è emersa a fronte delle difficoltà economiche e della richiesta di un adeguamento salariale, questioni che colpiscono da vicino i conducenti di autobus, già in lotta da anni. La protesta di oggi non coinvolge solo il trasporto pubblico locale, ma si estende a lavoratori di diversi settori, sia pubblici che privati, che non sono soggetti all’ordinanza di differimento.




