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Pechino critica Hello Kitty: «Favorisce la destra nazionalista giapponese e distorce la Storia»

Il Global Times, voce ufficiale del Partito comunista cinese, non ha risparmiato critiche nei confronti della Sanrio, celebre azienda giapponese nota per i suoi personaggi iconici come Hello Kitty. La questione sollevata dall’editoriale non…

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Il Global Times, voce ufficiale del Partito comunista cinese, non ha risparmiato critiche nei confronti della Sanrio, celebre azienda giapponese nota per i suoi personaggi iconici come Hello Kitty. La questione sollevata dall’editoriale non è da sottovalutare, poiché mette in luce una tensione storica tra Cina e Giappone che persiste da decenni. Ma perché la Sanrio è finita nel mirino? La risposta risiede in un recente accordo per la produzione di merchandise ispirato alla controversa serie televisiva “Vivant”, che ritrae agenti cinesi in una luce negativa.

La serie, che ha suscitato indignazione a Pechino, rappresenta agenti giapponesi torturati da forze cinesi, un tema che risveglia ferite profonde legate alla guerra sino-giapponese. Nonostante siano passati oltre 80 anni dalla fine di quel conflitto, i sentimenti nazionalisti e le ferite storiche sono ancora vive, rendendo qualsiasi riferimento a tale periodo estremamente delicato.

Recentemente, alcuni personaggi della Sanrio sono stati presentati in abiti ispirati a “Vivant”, scatenando una reazione furibonda tra gli utenti cinesi sui social media. Per molti, questo non è solo un caso di cattivo gusto da parte degli sceneggiatori, ma una strategia deliberata da parte della destra giapponese per riscrivere la Storia a proprio favore. Il Global Times ha denunciato questo tentativo, affermando che la rappresentazione di eroi giapponesi come vittime è un tentativo di distorcere la realtà storica.

In risposta alle crescenti proteste, la Sanrio, fondata da Shintaro Tsuji, un pacifista che ha vissuto l’orrore della guerra, sembra aver già annullato l’accordo. Questo episodio sottolinea quanto la Storia in Asia orientale possa influenzare le dinamiche commerciali e culturali, dimostrando che gli eventi passati continuano a plasmare le relazioni odierne tra i paesi. La controversia non è solo un dibattito su un prodotto, ma un riflesso delle tensioni storiche che persistono nella regione.