Carlo Nordio, attuale ministro della Giustizia, ha rievocato un periodo significativo della sua carriera giudiziaria durante un’intervista a ‘Myrta Confidential’ su San Marino RTV. Già nel 1982, dopo aver condotto un’importante inchiesta sulle Brigate Rosse in Veneto, Nordio si trovò a dover affrontare la censura di film destinati a un pubblico adulto. Racconta che, a causa delle minacce ricevute, il procuratore capo gli consigliò di concentrarsi su altri casi, portandolo a esplorare reati economici e questioni legate alla morale pubblica.
Durante quel periodo a Venezia, in concomitanza con la Mostra del Cinema, si assisteva alla proiezione di pellicole a luci rosse. Nordio, in quel contesto, ha ritenuto opportuno stabilire alcune regole per la visione di tali film. Ha specificato che, se il titolo non era ambiguo e il pubblico era composto esclusivamente da maggiorenni, con un controllo rigoroso all’ingresso, non si poteva parlare di offesa al pudore. “Se ci sono tutte queste condizioni, come si può dire che il senso del pudore di qualcuno venga leso quando paga per vedere quel film?”, si è chiesto Nordio.
Tuttavia, il ministro ha sollevato una preoccupazione attuale: la mancanza di controlli adeguati su Internet per proteggere i minori da contenuti inappropriati. Questa affermazione mette in luce una problematica contemporanea, evidenziando la necessità di un intervento normativo per garantire la sicurezza dei più giovani nel vasto mondo del web.



