L’attacco informatico contro Binance, descritto come «il furto del secolo» e che ha portato via 6,3 miliardi di dollari, è stato attribuito dalla FBI alla Corea del Nord. Secondo un rapporto dell’agenzia Bloomberg, il gruppo di hacker nordcoreano noto come TraderTraitor, sostenuto dallo Stato, è il principale sospettato di questo colpo devastante.
In una nota, l’FBI ha avvertito che le criptovalute rubate saranno probabilmente riciclate attraverso la finanza decentralizzata (DeFi) e servizi di scambio istantaneo, un processo che permetterà ai criminali di mascherare la provenienza illecita dei fondi.
Nonostante la gravità della situazione, Binance ha annunciato di aver recuperato il 90% dei fondi sottratti e di aver utilizzato risorse proprie per acquistare nuovi token. Il co-CEO Richard Teng ha rassicurato gli utenti, affermando che non subiranno perdite a causa di questo incidente, poiché l’azienda si impegnerà a coprire anche il restante 10%, composto da token a bassa liquidità.
Il giorno dopo il furto, Teng ha descritto l’attacco come altamente sofisticato, evidenziando che è stato condotto tramite un computer portatile compromesso e un software progettato per cancellare le tracce, complicando così le indagini. Dopo l’incidente, Binance ha temporaneamente bloccato i prelievi, ma ha confermato che la ripresa di questa operazione è prevista per domenica.



