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Le qualità trascurate degli «appunti» e l’insegnamento della tastiera QWERTY

Winston Churchill, figura iconica del XX secolo, è noto non solo per il suo ruolo politico, ma anche per la sua prolifica produzione letteraria. Con una bibliografia che conta circa 40 libri, il suo…

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Winston Churchill, figura iconica del XX secolo, è noto non solo per il suo ruolo politico, ma anche per la sua prolifica produzione letteraria. Con una bibliografia che conta circa 40 libri, il suo lavoro spazia dai resoconti delle guerre mondiali a opere storiche, con il premio Nobel per la Letteratura a testimoniare la sua abilità nel comunicare attraverso la scrittura.

Ma dietro a questa vasta opera, si nasconde un aspetto meno conosciuto: il supporto delle sue segretarie. Durante la Seconda guerra mondiale, un piccolo gruppo di donne, tra cui Elizabeth Nel e Grace Hamblin, si dedicava a trascrivere e perfezionare i discorsi che avrebbero ispirato la nazione. Questi testi, spesso redatti in situazioni insolite, come a letto o durante il bagno, mostrano una pratica di lavoro che oggi sembra quasi anacronistica.

Il recente articolo di Andrew Hill sul «Financial Times» ha riportato alla luce l’importanza della stenografia e della dattilografia, attività che, sebbene oggi siano meno comuni, hanno avuto un impatto significativo sulla vita professionale delle donne. Hill sottolinea come queste competenze abbiano aperto porte in un’epoca in cui il mondo del lavoro era in gran parte dominato da uomini.

La scrittura, nella sua essenza, è sempre stata una prerogativa di pochi. Dalla scrittura geroglifica degli antichi Egizi ai manoscritti aztechi, solo una ristretta élite aveva accesso a questa arte. Oggi, sebbene sembri che la scrittura sia una competenza universale, il suo significato e il suo valore sono spesso sottovalutati.

La diffusione della tecnologia ha trasformato il modo in cui scriviamo. La tastiera QWERTY, che utilizziamo quotidianamente, è un esempio di come le innovazioni non sempre portino a un miglioramento. Progettata per rallentare la scrittura, questa disposizione è diventata uno standard, nonostante esistano alternative più efficienti. La storia di August Dvorak e della sua tastiera DSK, progettata negli anni ’30, dimostra che anche le migliori idee possono essere oscurate dall’inerzia del mercato.

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sembra minacciare la creatività umana, la riflessione di Isaac Asimov sul potere della scrittura diventa ancora più pertinente. In un futuro dove le macchine potrebbero sostituirci, riscoprire il valore della scrittura manuale potrebbe rivelarsi un atto di resistenza. L’invito finale è chiaro: provate a scrivere qualcosa, a riappropriarvi di un potere che non dovrebbe mai essere perso.