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L’aspirante sindaca di Berlino esprime preoccupazione per i legami con esponenti pro Hamas in un’intervista a Spiegel.

BERLINO – Un clima di tensione avvolge la candidatura di Elif Eralp, aspirante sindaca per il partito Linke, la quale si trova in difficoltà a causa di recenti dichiarazioni riguardanti l’antisemitismo. La situazione si…

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BERLINO – Un clima di tensione avvolge la candidatura di Elif Eralp, aspirante sindaca per il partito Linke, la quale si trova in difficoltà a causa di recenti dichiarazioni riguardanti l’antisemitismo. La situazione si è aggravata a tal punto che Eralp ha espresso timori per la propria sicurezza e quella della sua famiglia, al punto da rifiutare di condannare pubblicamente un noto sostenitore di Hamas.

Durante un’intervista con Spiegel, la candidata ha tentato di parlare delle sue proposte per l’abitazione, ma è stata costantemente incalzata sulle critiche riguardanti i legami del suo partito con figure antisemitiche. La Linke è già sotto pressione per l’associazione di alcuni suoi membri con gruppi pro-palestinesi e pro-Hamas. La situazione si è complicata ulteriormente quando un esponente di un clan criminale, noto a Neukölln, è apparso dopo la vittoria elettorale di Eralp.

Rispondendo alle domande insistenti, Eralp ha riconosciuto i legami problematici con certi membri, ma ha affermato di non aver previsto che la campagna elettorale potesse superare certi limiti. Quando le è stato chiesto di specificare se stesse facendo riferimento a Ibrahim Ibrahim, un noto sostenitore di Hamas, ha confermato con un semplice sì.

Ibrahim, 70 anni, ha recentemente descritto il leader di Hamas, Sinwar, come un «eroe», contribuendo a un clima di preoccupazione. Secondo le consuetudini tedesche, le interviste politiche sono solitamente riviste dall’intervistato e dal suo staff, ma nel caso di Eralp, ci sono state evidenti problematiche nella comunicazione. Note interne rivelano il suo disappunto, in cui ammette di aver commesso un errore a concedere l’intervista e di aver paura per la propria incolumità e quella della sua famiglia.

La pubblicazione dell’intervista ha scatenato un putiferio mediatico, con i giornali che accusano Eralp di avere paura di sostenitori del terrorismo. L’antisemitismo si conferma come un punto critico per la Linke, con membri noti per le loro posizioni radicali. La Linke ha una forte presenza in quartieri come Kreuzberg e Neukölln, dove le idee estreme e il clima di illegalità si intrecciano, creando una situazione delicata per chi desidera mantenere una distanza da tali posizioni.

Ora, Eralp deve affrontare una sfida enorme: convincere i suoi alleati, tra cui SPD e Verdi, della sua autonomia e della sua capacità di governare senza pressioni esterne. Con il suo futuro politico appeso a un filo, il sogno di diventare la nuova figura di riferimento a Berlino rischia di svanire rapidamente.