Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha chiarito la recente estensione dell’aliquota Irpef al 33% per i redditi fino a 55 mila euro, sottolineando che questa misura è temporanea e fa parte di un piano più ampio di riforma fiscale. A differenza degli autonomi, che beneficiano di una flat tax fino a 100 mila euro, il governo ha scelto di mantenere un approccio differenziato per i lavoratori dipendenti, che godono di una maggiore stabilità economica.
Leo ha anche difeso la decisione di abolire il bollo auto, evidenziando come questa misura, che costa 2,4 miliardi all’anno, sia stata pensata per alleviare il peso fiscale sulle famiglie, in particolare per i veicoli meno potenti. Tuttavia, ha riconosciuto la sovranità del Parlamento nel rivedere la distribuzione delle risorse disponibili, mantenendosi entro i limiti stabiliti dalla manovra.
La flat tax dell’1% per i giovani, purtroppo, è stata definita una misura una tantum, giustificata dalla necessità di garantire coperture finanziarie solide. Secondo Leo, il governo ha sempre operato con una linea di prudenza, iniziando con interventi temporanei e mirando a renderli strutturali in futuro.
Un’altra preoccupazione sollevata riguarda il ceto medio, che potrebbe risultare penalizzato da un taglio della rivalutazione delle pensioni, nonostante riceva un beneficio dal taglio dell’Irpef. Leo ha spiegato che l’obiettivo è proteggere le pensioni più basse, mantenendo un delicato equilibrio tra sostegno ai redditi e rivalutazione delle pensioni.
Infine, il viceministro ha affrontato il tema del fiscal drag, sottolineando che le recenti riforme fiscali hanno compensato gli effetti negativi per i redditi medio-bassi. Ha altresì accennato agli incentivi all’aggregazione delle imprese come un potenziale miglioramento da discutere in Parlamento, auspicando maggiore flessibilità da parte dell’Europa per incrementare le risorse disponibili.




