La tensione interna alla Lega si intensifica, con un focus particolare sul ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Recenti critiche al governo, sollevate da alti dirigenti e dallo stesso Matteo Salvini, hanno messo in discussione la legge di Bilancio, accusando il ministro di non rispettare gli accordi precedentemente stabiliti. In un colpo di scena, il deputato Alberto Gusmeroli, noto per la sua vicinanza economica al partito, è stato nominato relatore della manovra, una scelta che ha suscitato interrogativi e timori di una possibile “commissione” da parte di Salvini nei confronti di Giorgetti.
Il silenzio di Giorgetti di fronte a questi attacchi è significativo. Amici di vecchia data ricordano come il ministro spesso ignori le pressioni per la sua posizione, anche in vista di una possibile non ricandidatura, a causa della sua reputazione tra i sostenitori più radicali di Salvini. La nomina di Gusmeroli, tuttavia, ha riacceso le tensioni, soprattutto dopo che si era ipotizzato che Silvana Comaroli sarebbe stata la relatrice, ma è stata esclusa a causa del suo sostegno a Massimo Garavaglia, rivale di Salvini.
Ci si interroga sulla strategia di questo attacco interno al ministro. Molti all’interno della Lega vedono Salvini come il regista di un gioco di potere che coinvolge anche Giorgia Meloni, la quale ha un rapporto di fiducia con Giorgetti, fondamentale per la stabilità del governo. Tuttavia, permangono dubbi su alcuni aspetti della manovra, come il provvedimento sulle pensioni a 64 anni, che non è stato ancora presentato ufficialmente.
La frattura all’interno del partito coinvolge anche Massimiliano Romeo, capogruppo dei senatori, la cui posizione è messa in discussione dopo che Stefano Borghesi ha avviato una raccolta firme per la sua destituzione. Garavaglia, che ha rifiutato di firmare, considera queste manovre come un chiaro segnale di ostilità, rendendo difficile una futura collaborazione con Salvini.
La situazione sembra destinata a complicarsi ulteriormente, specialmente in Lombardia, dove si terranno congressi provinciali cruciali. In queste elezioni, il segretario uscente è allineato con la fazione di Romeo e Garavaglia, mentre i sostenitori di Salvini cercano di ottenere un cambio di leadership. Resta da vedere se queste tensioni porteranno a una ristrutturazione interna o se si assisterà a un ulteriore inasprimento del conflitto tra le varie fazioni della Lega.




