Il conflitto in corso nel Golfo Persico ha iniziato a manifestare i suoi effetti anche nel Golfo di Napoli, con un aumento significativo dei prezzi del carburante che sta influenzando i collegamenti marittimi verso Ischia, Capri e Procida. A partire da questa settimana, le compagnie di navigazione sono costrette a ridurre le corse per far fronte ai crescenti costi operativi.
Gli armatori hanno riportato un incremento del 130% nel costo del carburante in pochi mesi, un aumento che non è stato bilanciato nemmeno dagli adeguamenti tariffari precedentemente introdotti. Questa situazione ha portato a una diminuzione dei collegamenti, incidendo in modo particolare sulla mobilità quotidiana dei residenti delle isole.
La compagnia Alilauro è stata la prima a comunicare la cancellazione delle ultime corse serali per Ischia, seguita da Navigazione Libera del Golfo, che fino alla fine dell’anno limiterà a tre coppie di corse giornaliere tra Napoli e Capri. Anche Medmar ha annunciato riduzioni, sospendendo i collegamenti tra Ischia Porto e Pozzuoli il sabato e quelli tra Procida e Pozzuoli la domenica. Inoltre, le corse di metà giornata sulla tratta Sorrento-Napoli sono state cancellate.
Queste misure hanno già sollevato proteste tra gli utenti dei trasporti marittimi, in particolare tra i pendolari e i residenti delle isole. Tuttavia, i tagli potrebbero essere solo l’inizio, poiché le compagnie avvertono che ulteriori riduzioni potrebbero essere necessarie se i costi del carburante continuano a salire nei prossimi mesi.
La prospettiva è preoccupante, con la possibilità che la situazione si protragga fino alla primavera, quando la ripresa del turismo potrebbe riportare un volume di traffico sufficiente a giustificare un aumento delle corse. Tale scenario è motivo di particolare allerta per le comunità isolane, già da tempo alle prese con una diminuzione dei collegamenti nei mesi invernali. L’incertezza riguardo ai costi energetici potrebbe aggravare ulteriormente le condizioni di mobilità, influenzando anche l’organizzazione di servizi essenziali, come quelli scolastici e sanitari.



