Catherine Birmingham Trevallion, la madre neorurale che ha vissuto separata dai suoi tre figli per un anno a causa di decisioni giudiziarie, è diventata protagonista di un seminario dedicato all’«Intelligenza naturale». L’iniziativa, promossa dall’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare di Roma, non solo punta a diffondere le sue idee, ma potrebbe rivelarsi vantaggiosa anche per la sua visibilità, come anticipato dal Messaggero.
Originaria dell’Australia e ora residente a Palmoli con il marito Nathan, Catherine ha sempre sostenuto la sua posizione critica nei confronti delle metodologie educative tradizionali. Nel suo libro «La mia verità», pubblicato da Solferino, espone la sua preferenza per la scuola parentale, che secondo i giudici avrebbe causato problemi di socializzazione ai suoi figli. Per Catherine, il sistema educativo convenzionale tende a soffocare la creatività e l’abilità di problem-solving dei bambini, costringendoli a seguire schemi rigidi e poco stimolanti.
Nonostante le sue convinzioni, attualmente i suoi figli stanno frequentando con successo la scuola elementare di Vasto. Per il suo impegno nel seminario, Catherine riceverà un compenso di 60 euro l’ora, somme che utilizzerà per migliorare la celebre «casa del bosco». Nel frattempo, il suo avvocato Simone Pillon ha chiesto ai giudici di prendere in considerazione il ricongiungimento familiare, sostenendo che i servizi sociali hanno riconosciuto i progressi della famiglia.
Le relazioni dei servizi sociali, ora favorevoli, evidenziano che i bambini si sono ben integrati nella nuova realtà scolastica, con riscontri positivi e una frequenza regolare. Questo dimostra che i genitori non stanno ostacolando il percorso educativo dei loro figli, ma li supportano attivamente nella loro transizione. I bambini, infatti, parlano liberamente con i genitori delle loro esperienze scolastiche, un segnale positivo secondo la psicologa dott.ssa Buccilli, che ha redatto una relazione sugli incontri protetti tra la famiglia.



