martedì, 20/10/2026

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Cambiamento dell’ora nel 2026: in Italia si guadagna un’ora di sonno con l’orologio spostato indietro

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, gli italiani si preparano a un cambiamento nel loro ritmo quotidiano: il ritorno all’ora solare. Alle 3 del mattino, le lancette dovranno essere spostate…

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Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, gli italiani si preparano a un cambiamento nel loro ritmo quotidiano: il ritorno all’ora solare. Alle 3 del mattino, le lancette dovranno essere spostate un’ora indietro, riportando l’orario alle 2. Con questo passaggio, si conclude il periodo dell’ora legale, iniziato il 29 marzo scorso. La prossima occasione per un cambio di orario sarà il 28 marzo 2027.

Questo ritorno all’ora solare avviene in un contesto di dibattiti in corso sull’opportunità di abolire il passaggio annuale tra ora legale e ora solare. In Italia, il Parlamento ha ripreso a discutere la possibilità di adottare un’ora legale permanente, un tema che suscita opinioni contrastanti.

Per la maggior parte dei dispositivi elettronici, come smartphone e computer, il cambio d’orario avverrà automaticamente, mentre per orologi analogici e alcuni elettrodomestici sarà necessario un intervento manuale. La regola è semplice: in ottobre si torna indietro, in marzo si avanza. Questo significa che chi si sveglia abitualmente alle 7 avrà l’opportunità di dormire un’ora in più, dato che la notte del cambio durerà 25 ore.

Il cambiamento comporta non solo un’ora di sonno in più, ma anche l’effetto collaterale di un tramonto anticipato. Mentre il sole sorgerà un’ora prima, coloro che rientrano a casa nel tardo pomeriggio potrebbero trovarsi ad affrontare l’oscurità più rapidamente. Sebbene il sonno extra sembri un vantaggio, l’adattamento a questo cambiamento può influenzare il ritmo biologico e le abitudini quotidiane.

Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) degli Stati Uniti, l’adattamento a questo cambiamento di orario potrebbe richiedere fino a una settimana. Si consiglia di mantenere una certa regolarità negli orari e di modificare gradualmente le abitudini nei giorni precedenti al cambio.

Dal punto di vista energetico, il ritorno all’ora solare segna la fine di un periodo durante il quale l’Italia ha beneficiato di un significativo risparmio energetico. Secondo le stime di Terna, l’ora legale del 2026 ha permesso un risparmio di circa 302 milioni di kilowattora, pari a 80 milioni di euro, con una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di 142 mila tonnellate.

Il dibattito sull’ora legale permanente è ripreso in Parlamento, con una risoluzione proposta per impegnare il Governo a sostenere questa opzione. Le stime suggeriscono che mantenere l’ora legale durante l’inverno potrebbe portare a ulteriori risparmi energetici. Tuttavia, non tutti gli esperti concordano: mentre alcuni vedono vantaggi in termini di luce serale, altri sottolineano che l’ora solare è più in linea con i ritmi biologici naturali.

La questione è di rilevanza europea, con la Commissione Ue che aveva proposto nel 2018 di abolire il doppio cambio annuale. Tuttavia, il progetto è rimasto bloccato al Consiglio. Recentemente, la Commissione ha avviato un nuovo studio che potrebbe riaprire la discussione, con risultati attesi entro la fine dell’anno.