Un tragico incidente di caccia ha portato alla morte dell’avvocato Federico Fain Binda, 56 anni, avvenuta nelle prime ore di venerdì 6 novembre a Presly, un comune situato nel Centro Valle della Loira, in Francia. Fain Binda, mentre si trovava in viaggio verso l’ospedale, è riuscito a contattare la moglie Camilla a Verona per informarla della sua condizione dopo aver subito una ferita al ginocchio. Era in compagnia di cinque amici veronesi con i quali aveva organizzato la battuta di caccia. Tuttavia, non appena giunto in ospedale, il suo cuore ha smesso di battere durante l’intervento chirurgico.
Fino a quel momento, la sua condizione non aveva destato preoccupazione tra i conoscenti, lasciando gli amici in stato di shock dopo aver appreso la notizia del decesso. La polizia locale ha avviato un’inchiesta per chiarire le circostanze dell’incidente, e saranno gli amici di Fain Binda a fornire informazioni cruciali per escludere eventuali responsabilità di terzi. È emerso che il tragitto dall’area dell’incidente all’ospedale potrebbe essere stato un fattore determinante nella sua morte.
Stando alle prime ricostruzioni, l’avvocato stava partecipando a una battuta di caccia nella foresta della Sologne e si sarebbe ferito accidentalmente. Tuttavia, le indagini sono ancora in corso e non si esclude la possibilità che un colpo sparato da un altro cacciatore possa essere stato coinvolto. La notizia della sua morte ha suscitato grande dolore tra i colleghi e amici di Federico, in particolare nel quartiere di Borgo Trento, mentre la sua famiglia si è già recata in Francia per gestire le pratiche necessarie al rimpatrio della salma.
Federico Fain Binda lavorava nello studio legale di famiglia, fondato circa cinquant’anni fa da suo padre Mariano, e continuato insieme alla sorella Elena e al fratello Silvio. La comunità legale di Verona piange la perdita di un professionista stimato e di una persona amata da molti.




