GERUSALEMME – Il diritto di voto in Israele è sacrosanto, e la legge garantisce che chi si presenta al seggio entro le 21.59 possa esprimere la propria preferenza. Nella serata di ieri, lunghe code si sono formate davanti ai seggi, con i sostenitori dei vari partiti che si affrettavano a partecipare al voto in un clima di intensa mobilitazione.
Benjamin Netanyahu, attuale primo ministro, ha guidato la carica, esortando i suoi sostenitori a recarsi ai seggi e a non lasciarsi intimidire. Anche Itamar Ben-Gvir, ministro per la Sicurezza nazionale e figura prominente tra i coloni, ha fatto appello ai suoi seguaci in una manifestazione a Bat-Yam, a sud di Tel Aviv.
La partecipazione degli elettori è stata senza precedenti: a mezzogiorno, l’affluenza era la più alta dal 1973, con un picco finale del 77,7%, superando di oltre sette punti le elezioni di quattro anni fa. Queste elezioni hanno messo in luce le varie “tribù di Israele”, come le definisce lo scrittore Etgar Keret, con famiglie laiche, uomini in kippah e giovani in costume da bagno che si sono uniti nel voto.
Nonostante le avverse condizioni meteorologiche, con piogge torrenziali che hanno colpito Eilat, la città natale di Gadi Eisenkot, il principale avversario di Netanyahu, i soldati di leva hanno partecipato attivamente, con previsioni che indicano un sostegno per la coalizione di estrema destra attualmente al potere.
Particolare attenzione è stata rivolta all’aumento dell’affluenza nelle comunità arabe, che rappresentano circa il 20% della popolazione israeliana. Le donne arabo-israeliane, unite nei loro uffici elettorali, hanno dimostrato un crescente interesse per il voto, con alcune, come una donna beduina di 56 anni, che ha votato per la prima volta come segno di protesta contro le demolizioni delle loro abitazioni.
Un altro dato significativo è arrivato dalla comunità agricola di Timorim, che ha registrato un’affluenza straordinaria, superando il 95%. Questa comunità, storicamente legata al kibbutz, ha saputo mantenere la propria ideologia nonostante le sfide economiche, come dimostrato dal forte sostegno per il centrosinistra nelle passate elezioni. La situazione attuale potrebbe quindi avere un impatto notevole sul futuro politico di Israele.



