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Controlli nelle città bloccate: 4200 identificati e nove arresti, senza saccheggi segnalati

Il tanto atteso giorno dell’assalto ai negozi e delle manifestazioni degli ultrà si è rivelato meno turbolento del previsto. Seppur non siano mancati alcuni scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, la situazione è stata…

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Il tanto atteso giorno dell’assalto ai negozi e delle manifestazioni degli ultrà si è rivelato meno turbolento del previsto. Seppur non siano mancati alcuni scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, la situazione è stata sotto controllo e i saccheggi, come quelli avvenuti in precedenti occasioni, non si sono verificati.

Il Viminale ha messo in atto una strategia di prevenzione che ha portato a più di 150 perquisizioni a Milano e in altre città, con il rinvenimento di indumenti per il travisamento e oggetti pericolosi. Tra i risultati delle indagini, è stata identificata anche la figura di Youssef Siher, il trentenne considerato il “cervello” del Movimento 17 ottobre, che è stato denunciato per istigazione a delinquere aggravata.

Le violenze che avevano caratterizzato il weekend precedente sono state assenti, ma a Roma si sono registrate tensioni significative. Circa 200 persone sono state identificate dalla polizia prima di un corteo anti-Nato, e un gruppo di manifestanti ha tentato di forzare l’ingresso del Colosseo, occupando brevemente l’anfiteatro.

Non sono mancati disordini anche in altre città, come Bologna e Firenze, dove le forze dell’ordine hanno dovuto utilizzare lacrimogeni per disperdere i manifestanti. A Torino, la situazione si è complicata ulteriormente con scontri tra manifestanti e polizia, che hanno visto anche la distruzione di un’immagine della premier Giorgia Meloni.

Le operazioni preventive condotte dalla polizia hanno portato all’arresto di nove persone e alla denuncia di altre 87, con un totale di 4.200 identificazioni, di cui quasi 2.900 a Milano. In un clima di forte mobilitazione, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato l’importanza della risposta tempestiva dello Stato contro chi cerca di perpetrare atti violenti, riaffermando il diritto di manifestare in modo pacifico come un valore fondamentale della democrazia.