Una serata indimenticabile per il Bournemouth, che ha festeggiato una vittoria storica contro il Milan, con 11.000 tifosi che, nonostante il maltempo, hanno riempito di entusiasmo le strade della città. L’allenatore Rose ha esultato, sottolineando l’importanza di questo trionfo, che rimarrà nella memoria dei fan, soprattutto dopo un netto 3-0 sul campo. I rossoneri, che nel 1970 avevano cambiato i propri colori in rosso e nero in onore del Milan, non sono riusciti a competere e hanno abbandonato il campo senza mai realmente entrare in partita.
La decisione di Amorim di effettuare un ampio turnover si è rivelata fatale. Con una formazione priva di giocatori chiave come Modric, Gila, Pulisic e Rabiot fino alla ripresa, il Milan ha faticato a trovare un ritmo, terminando la partita con solo 3 punti dopo tre giornate, ben lontano dall’ottavo posto, e ora costretto a non fallire nei prossimi impegni contro Ferencvaros e Olympiacos.
Oltre al risultato deludente, la prestazione della squadra è stata preoccupante, con evidenti problemi sia in attacco che in difesa. Cisse, in particolare, si è dimostrato poco incisivo, mentre la retroguardia ha mostrato le sue vulnerabilità. Il Bournemouth ha preso il comando già nei primi minuti grazie a un rigore trasformato da Justin Kluivert, figlio di Patrick, che ha punito un fallo di mano di De Winter. Il portiere Di Gregorio, tornato in squadra dopo una stagione difficile alla Juventus, ha visto una serata tranquilla, senza dover compiere parate decisive.
Al contrario, Maignan ha vissuto un incubo, espulso per un gesto sconsiderato nei confronti di Adams, che ha portato a un rigore trasformato da Tavernier. La situazione si è aggravata ulteriormente con il terzo gol di Adli nella ripresa. Il presidente Cardinale, dagli Stati Uniti, non può certo essere soddisfatto di questa prestazione e ora dovrà concentrare le sue energie sul campionato, con la buona notizia che Ramos non ha subito lesioni muscolari. Le prossime partite contro Udinese, Bologna e il derby di Halloween saranno cruciali per il Milan, che deve ritrovare la sua identità e tornare a essere il Diavolo temuto in Europa.



