Un gruppo di manifestanti si è radunato davanti alla sede di Meta a San Paolo, in Brasile, per esprimere le proprie preoccupazioni riguardo a presunti interventi dell’azienda nelle elezioni nazionali. Le accuse sono emerse in seguito a una decisione della Corte elettorale, che ha richiesto a Meta di garantire un trattamento equo tra il presidente in carica Luiz Inácio Lula da Silva e il suo avversario Flávio Bolsonaro, in vista del ballottaggio previsto per il 25 ottobre.
La campagna di Lula ha denunciato l’uso di algoritmi e restrizioni all’intelligenza artificiale da parte di Meta, sostenendo che queste misure avrebbero favorito Bolsonaro. Questo episodio si inserisce in un contesto più ampio di preoccupazioni riguardo all’influenza delle piattaforme digitali sulle elezioni, simile a quanto accaduto in Europa, in particolare in Romania e Germania, dove i tribunali hanno dovuto intervenire per ripristinare l’equità.
In risposta alle accuse, Meta ha negato qualsiasi parzialità politica, attribuendo i recenti problemi della piattaforma a guasti tecnici a livello globale e a misure antifrode rigorose, piuttosto che a una censura deliberata. L’azienda ha ribadito il suo impegno a trattare i contenuti in modo imparziale, assicurando che le regole siano applicate senza favoritismi ideologici.



