Finalmente una notizia rassicurante: i due attivisti bresciani, Paula Jesus e Marco Cola, insieme ad altri quattro compagni, rientreranno in Italia domenica 8 novembre. Dopo essere stati fermati dalle autorità israeliane mentre supportavano i contadini palestinesi nella raccolta delle olive, i sei attivisti saranno imbarcati su un volo da Tel Aviv, con arrivo previsto all’aeroporto di Venezia.
La Farnesina ha confermato che i funzionari dell’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv hanno già completato le visite consolari presso l’aeroporto, garantendo assistenza e consentendo agli attivisti di contattare le proprie famiglie. Sebbene in buone condizioni fisiche, hanno riportato di aver subito forme di violenza psicologica e, in un caso, un’aggressione durante la detenzione.
Beatriz Brignardello, madre di Paula, ha espresso sollievo dopo aver ricevuto notizie dalla figlia, che ha finalmente potuto incontrare le autorità consolari. La preoccupazione per la salute di Paula, affetta da epilessia, ha reso i momenti di attesa ancora più angosciosi per la famiglia.
In un contesto in cui le operazioni di sostegno ai contadini palestinesi sono frequentemente ostacolate da tensioni locali, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha sottolineato come i due giovani non avessero compiuto alcun atto illecito, ma si trovassero solo a svolgere attività agricole. La situazione ha richiamato l’attenzione non solo delle autorità italiane, ma anche di membri del Parlamento, che hanno ribadito la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini italiani all’estero.
La vicenda, che ha suscitato preoccupazione in Italia, evidenzia ancora una volta le difficoltà che i volontari internazionali affrontano in territori segnati da conflitti e tensioni. L’Ambasciata italiana ha già avviato richieste di chiarimento alle autorità israeliane riguardo al trattamento riservato agli attivisti durante la loro detenzione.




