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JobsAcademy e Regione: tensione tra istituzione e docenti per il finanziamento dovuto

Un furgone carico di casse d’acqua si ferma davanti all’abbazia di San Paolo d’Argon, ma l’addetto alla consegna non può entrare: la porta è chiusa e il citofono non riceve risposte. Questa scena si…

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Un furgone carico di casse d’acqua si ferma davanti all’abbazia di San Paolo d’Argon, ma l’addetto alla consegna non può entrare: la porta è chiusa e il citofono non riceve risposte. Questa scena si è ripetuta ieri mattina quando un gruppo di studenti ha tentato di entrare nella JobsAcademy (Jac), un istituto tecnologico superiore legato a Daniele Nembrini, attualmente agli arresti domiciliari per presunti illeciti legati a fondi pubblici. I ragazzi, in attesa di diplomarsi, hanno deciso di presentarsi a scuola nonostante le incertezze che circondano il loro percorso educativo.

Con una tabella di orari in mano, i giovani studenti hanno dimostrato di voler seguire le lezioni di “Excel base” e “Senso religioso I”, ma la realtà è ben diversa: i loro insegnanti, non pagati da tempo, non sono presenti. Il clima di tensione è palpabile, con un gruppo di circa quaranta persone riunite attorno ai rappresentanti sindacali, ma è evidente che la mobilitazione è solo un piccolo passo in un contesto complicato. La Jac e le sue affiliate, come Ikaros, si trovano in una situazione di stallo dopo che la Regione ha revocato l’accreditamento e ha smesso di inviare fondi.

In questo scenario, i lavoratori, molti dei quali liberi professionisti con crediti arretrati che variano da 35 a 80 mila euro, si sentono abbandonati. La Regione, da parte sua, sostiene di avere le mani legate a causa di richieste di documentazione non soddisfatte da parte della fondazione. I dirigenti della Jac, durante un incontro con i sindacati, hanno ribadito di considerarsi in regola, ma il conflitto con l’ente regionale continua a creare incertezze per il futuro dell’istituto e dei suoi studenti.

Con l’accreditamento in discussione, la Regione dovrà decidere se confermare il supporto alla Jac. Se la risposta sarà negativa, si aprirà un nuovo capitolo per garantire la continuità ai corsi. Nel frattempo, i professionisti del settore continuano a lottare per i loro diritti e per il pagamento degli stipendi arretrati, sperando che le istituzioni intervengano per risolvere una situazione che molti descrivono come una “grande fregatura”.

La questione si complica ulteriormente per gli studenti che si trovano a dover affrontare richieste di pagamento per le rette universitarie senza alcuna garanzia di continuità nel loro percorso formativo. Mentre le promesse di stabilità restano in sospeso, la comunità scolastica attende risposte concrete da parte delle autorità competenti.