Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha ufficialmente trasmesso la Legge di Bilancio di previsione per il 2026, approvata dalla Ragioneria di Stato, alla presidenza del Consiglio dei ministri per la successiva presentazione al Presidente della Repubblica. Tra le misure incluse, spicca il taglio della seconda aliquota Irpef al 33% per redditi fino a 55mila euro, insieme all’aumento dell’addizionale Ires per le banche.
Per il disegno di legge di Bilancio del 2027, sono previsti interventi per un totale di 26 miliardi di euro, cifra che salirà a 27 miliardi nel 2028. Questi interventi saranno finanziati per oltre la metà tramite deficit, con la “clausola di salvaguardia” attivata per le spese in difesa ed energia, come autorizzato dalla Commissione Europea.
Una delle principali innovazioni fiscali riguarda il taglio dell’Irpef per il ceto medio, che risulta però meno vantaggioso di quanto inizialmente previsto. L’aliquota del 33% sarà applicata ai redditi compresi tra i 50mila e i 55mila euro, un’estensione che non raggiunge i 60mila euro inizialmente pianificati. I risparmi per i contribuenti partiranno da circa 50 euro per chi guadagna 50.500 euro, fino a un massimo di 500 euro per chi raggiunge 55mila euro lordi, con un costo per lo Stato stimato in circa 1,3 miliardi.
Per quanto riguarda la flat tax, si conferma l’aliquota del 15% (5% per le nuove attività), ma una novità prevede che coloro che superano gli 85mila euro senza oltrepassare i 100mila euro potranno mantenere il regime forfettario anche nell’anno successivo. Attualmente, superato il limite di 100mila euro, si perde immediatamente il beneficio.
Infine, tra le misure per le famiglie, è previsto un libretto previdenziale per ogni neonato, con un contributo statale di 100 euro all’anno fino al compimento dei 18 anni, per un totale di 1.800 euro, fondi che saranno gestiti dalla Cassa depositi e prestiti.




