Le recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno sollevato un acceso dibattito dopo la decisione del Gip di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher, accusato di incitare violenze durante le manifestazioni del 17 ottobre. Meloni ha definito questa scelta «vergognosa» e ha espresso profonda preoccupazione per la sicurezza dei cittadini, evidenziando il disprezzo nei confronti del lavoro delle forze dell’ordine e dei magistrati impegnati nella lotta contro il terrorismo.
La premier ha sottolineato come il rilascio di Siher rappresenti una «mortificazione insopportabile» per chi lavora per garantire la sicurezza delle città e dei negozi, affermando che è difficile per uno Stato normale proteggere i cittadini di fronte a tali decisioni della magistratura. Anche il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha condiviso la sua indignazione, sostenendo che liberare Siher mette in pericolo la sicurezza nazionale e demotiva gli agenti di polizia.
Il Gip Tiziana Landoni ha giustificato la liberazione di Siher affermando che non ci sono «gravi indizi di colpevolezza» a suo carico. Secondo il magistrato, Siher avrebbe semplicemente evocato la disobbedienza civile, senza incitare alla violenza. Tuttavia, la reazione del governo e di alcuni esponenti politici è stata di netta condanna, con il ministro Roberto Calderoli che ha messo in discussione la validità della decisione giudiziaria, evidenziando i danni causati dalle violenze durante le manifestazioni.
In risposta alle critiche, l’Associazione nazionale magistrati (Anm) ha espresso piena solidarietà alla gip, sottolineando l’importanza dell’autonomia della magistratura in una democrazia. L’Anm ha denunciato come le dichiarazioni della presidente Meloni possano essere interpretate come un attacco alla credibilità delle istituzioni, affermando che la delegittimazione dei magistrati non dovrebbe essere tollerata in uno Stato di diritto.
Angelo Bonelli, esponente di Avs, ha contestato la posizione di Meloni, accusandola di non rispettare la magistratura e di utilizzare la sua influenza per minare i principi di democrazia e giustizia. Ha sollevato preoccupazioni riguardo a un possibile atteggiamento autoritario da parte del governo, avvertendo che tali affermazioni possono minacciare il rispetto delle leggi e dei diritti fondamentali nel Paese.




