Un clima di tensione e conflitti interni caratterizza il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti sotto la guida del segretario Scott Bessent, il quale, da quando ha assunto l’incarico il 28 gennaio 2025, ha suscitato malcontento tra i dipendenti e ha visto un significativo aumento delle dimissioni. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Bessent è stato protagonista di episodi di ira improvvisa e ha avuto rapporti complicati non solo con i suoi subordinati, ma anche con altri membri dell’amministrazione Trump, incluso il direttore della Federal Housing Finance Agency e il segretario al Commercio.
Le interviste condotte dal quotidiano con oltre trenta funzionari, sia ex che attuali, hanno rivelato un ambiente di lavoro teso, in cui il segretario ha utilizzato un linguaggio inappropriato durante le discussioni, come nel caso di un confronto relativo a un’indagine per frode in Minnesota. In un altro episodio, Bessent avrebbe addirittura scagliato il suo dossier informativo contro un muro, un gesto che ha negato. Le sue lamentele nei confronti della lentezza del personale avrebbero inoltre spinto molti a lasciare il loro posto di lavoro.
Il numero di funzionari che hanno abbandonato il Dipartimento del Tesoro ha raggiunto un livello record, con sette dimissioni confermate dal Senato, un dato senza precedenti rispetto alle zero o due dimissioni nello stesso periodo delle quattro amministrazioni precedenti. Questo esodo è sintomatico di un clima di insoddisfazione crescente all’interno dell’agenzia.
Fonti interne hanno segnalato che Bessent si sente sotto pressione per adempiere all’agenda economica di Donald Trump, con l’aspettativa di contenere l’inflazione e stimolare la crescita economica. Tuttavia, i risultati finora ottenuti non sono stati all’altezza delle aspettative: il prodotto interno lordo cresce solo del 2%, la produzione di petrolio è aumentata di un milione di barili al giorno e il deficit si attesta al 6%, ben al di sopra dell’obiettivo del 3% fissato per il 2028.




