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Simone Barlaam conquista sette medaglie in sette gare: un esempio di tenacia.

Simone Barlaam, un giovane di 26 anni dai riccioli neri e un sorriso contagioso, è un esempio vivente di determinazione e resilienza. Dopo aver attraversato periodi difficili tra ospedali e interventi chirurgici, il suo…

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Simone Barlaam, un giovane di 26 anni dai riccioli neri e un sorriso contagioso, è un esempio vivente di determinazione e resilienza. Dopo aver attraversato periodi difficili tra ospedali e interventi chirurgici, il suo sogno di infanzia di diventare biologo o fumettista è stato superato da una carriera straordinaria nel nuoto paralimpico. A settembre, ha trionfato agli Europei paralimpici di nuoto di Kocaeli, in Turchia, conquistando ben sette medaglie: quattro ori e tre argenti in sette gare, un risultato che dimostra la sua tenacia.

«Questa è la mia migliore performance in una sola competizione», afferma Barlaam, riflettendo sulla sua sorprendente vittoria in una delle gare più impegnative, i 200 misti. «Inizialmente, pensavo di avere poche possibilità e invece ho portato a casa un argento, un risultato che non avrei mai potuto immaginare». La sua partecipazione agli Europei è stata segnata da incertezze, poiché l’evento è stato rinviato e spostato in Turchia, ma la Federazione alla fine ha dato il via libera per la competizione, permettendo a Simone di dimostrare il suo valore.

Le medaglie ottenute da Barlaam, che ora ammontano a 56 tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei, raccontano la storia di un ragazzo nato con una deformità dell’anca e una ipoplasia congenita del femore destro. A 13 anni, dopo aver completato un lungo percorso di interventi, ha scoperto il movimento paralimpico e si è dedicato al nuoto con passione. «Ho iniziato ad allenarmi seriamente e non mi sono più fermato», dice, evidenziando come le rinunce avvenute durante la sua adolescenza siano state compensate da enormi soddisfazioni.

La sua passione per il nuoto lo ha portato a fare nuove amicizie e a incontrare la sua attuale fidanzata, Sara Ongaro. Ora, mentre lei studia in Canada, Barlaam ha pianificato di raggiungerla, senza però trascurare il suo allenamento. «Ho già trovato diversi allenatori e piscine a Vancouver», spiega, sottolineando l’importanza dello sport nella sua crescita personale e sociale. Ai bambini in ospedale, Barlaam consiglia di abbracciare lo sport e di cercare la bellezza anche nelle situazioni più difficili.

Nonostante i suoi successi, Barlaam non si sente ancora arrivato. Con lo sguardo rivolto al futuro, spera di migliorare ulteriormente e di emozionarsi ancora nel nuoto. «I prossimi Mondiali saranno una grande opportunità», afferma. Queste gare serviranno anche per qualificarsi per i Giochi di Los Angeles, che rappresenterebbero la sua terza Paralimpiade. «Sarà un evento magnifico, e non vedo l’ora di viverlo», aggiunge con entusiasmo.

Oltre alla sua carriera sportiva, Barlaam non dimentica i suoi sogni di infanzia nel campo dell’animazione e della biologia. Ha frequentato corsi a Roma per entrare nel mondo dei film d’animazione e spera un giorno di pubblicare un libro illustrato. La biologia rimane una sua grande passione; recentemente ha nuotato con gli squali blu in Spagna e sogna di raccontare la bellezza del mare in documentari. Ma, per ora, la sua concentrazione è tutta rivolta alla piscina e ai prossimi impegni sportivi.