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Proposta di Salvini sui camionisti in pensione a 70 anni genera controversia con la Cgil: mancano 25 mila professionisti.

Il governo italiano si trova attualmente di fronte a un dilemma significativo riguardante l’età pensionabile. Mentre si propone di abbassare l’età di pensionamento da 67 a 64 anni per i lavoratori in generale, il…

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Il governo italiano si trova attualmente di fronte a un dilemma significativo riguardante l’età pensionabile. Mentre si propone di abbassare l’età di pensionamento da 67 a 64 anni per i lavoratori in generale, il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha manifestato l’intenzione di fare un’eccezione per i camionisti, suggerendo la possibilità di continuare a lavorare fino a 70 anni. Questa proposta ha sollevato forti critiche dalla Cgil, che sostiene che i camionisti dovrebbero beneficiare di norme specifiche per il lavoro usurante.

Il problema centrale di questa discussione è la crescente carenza di camionisti in Italia. Secondo i dati presentati alla fiera Transpotec Logitec 2026, il settore è in crisi, con una mancanza stimata di 25 mila camionisti e 12 mila autisti di mezzi pubblici. La situazione è destinata a peggiorare nei prossimi cinque anni, con oltre 86.000 autisti attualmente in servizio che andranno in pensione, rappresentando circa il 28% della forza lavoro. A livello europeo, la situazione è altrettanto allarmante, con 500 mila posti vacanti che potrebbero arrivare a un milione nei prossimi anni.

In un videocollegamento con la Federtrasporto, Salvini ha affermato che, mentre l’uscita anticipata dal lavoro sarà un’opzione per tutti, per i camionisti ci sarà la possibilità di lavorare più a lungo, a patto di superare esami e visite mediche semplificate. Questa proposta, tuttavia, è stata contestata dalla Filt Cgil, che ha sottolineato come la soluzione alla carenza di autisti non risieda nell’allungare l’età lavorativa, ma piuttosto nell’implementare politiche che migliorino le condizioni di lavoro.

Secondo la Federazione dei Trasporti della Cgil, è fondamentale assicurare una migliore qualità di vita per i camionisti, con aree di sosta adeguate e una contrattazione più equa. Le difficoltà attrattive della professione sono aggravate da fattori come parcheggi insicuri, tempi di consegna stressanti e la lontananza da casa, che allontanano i giovani da questo settore.

Nonostante le divergenze tra il governo e i sindacati, la carenza di camionisti è un problema che richiede soluzioni urgenti. Già cinque anni fa, il Corriere documentava la difficoltà di trovare autisti, nonostante offerte vantaggiose. Oggi, l’età media dei camionisti in Italia è di 50 anni, superiore a quella dei colleghi europei, e l’industria ha bisogno di oltre 17 mila nuovi conducenti all’anno per compensare i pensionamenti. Tuttavia, negli ultimi anni, il numero di giovani autisti è aumentato solo di 2 mila unità.

Il settore dei trasporti e della logistica, che incide per circa 86 miliardi sul Pil nazionale, si trova a un bivio cruciale. Secondo uno studio di Federtrasporto, il valore reale del settore potrebbe raggiungere i 341 miliardi, rappresentando il 19% del Pil. Senza un adeguato sistema di trasporti, l’Italia rischia di perdere un’importante fonte di ricchezza, e i camionisti sono fondamentali per sostenere questa infrastruttura economica.