Maricarmen Abascal, una donna di 87 anni che ha vissuto per sette decenni in un appartamento a Madrid, è deceduta dopo essere stata sottoposta a una procedura di sfratto che ha suscitato un’ondata di proteste in tutta la Spagna. La sua morte, avvenuta dopo un ricovero in ospedale, è stata confermata dai media spagnoli e ha riacceso il dibattito sul diritto alla casa nel Paese.
La situazione di Maricarmen era diventata simbolica: i proprietari dell’immobile avevano deciso di aumentare l’affitto da 500 a oltre 2.000 euro al mese, una mossa che ha portato a manifestazioni di massa. In pochi giorni, centinaia di persone si sono riunite a Puerta del Sol, una delle piazze più emblematiche di Madrid, per chiedere giustizia e difendere i diritti degli inquilini.
Le proteste hanno raggiunto tale intensità che il premier Pedro Sánchez è stato costretto ad intervenire, emettendo due decreti che miravano a bloccare gli sfratti per le persone più vulnerabili e a prorogare i contratti di affitto in scadenza di due anni. Tuttavia, il successivo voto contrario del Parlamento ha portato alle sue dimissioni e ha innescato la convocazione di elezioni anticipate, fissate per il 29 novembre.
La triste fine di Maricarmen non è solo una perdita personale, ma un segnale di allerta su un problema che affligge molte famiglie in Spagna, sollevando interrogativi sulle politiche abitative e sulla protezione dei diritti degli inquilini nel contesto di una crisi abitativa sempre più acuta.



