Un corteo che ha sfidato i divieti e ha attraversato le strade di Brescia per oltre cinque ore ha attirato l’attenzione di migliaia di manifestanti, culminando in una carica della polizia che ha provocato due feriti tra i partecipanti. Fin dall’inizio, gli organizzatori avevano dichiarato che non avrebbero accettato le restrizioni imposte nelle cosiddette «zone rosse».
All’uscita dalla fermata della metropolitana di San Faustino, migliaia di persone, tra cui sindacalisti e membri di collettivi di sinistra, si sono riunite per lo sciopero generale indetto dal sindacalismo di base. Con il numero di partecipanti che ha raggiunto, secondo le stime degli organizzatori, circa diecimila, è diventato evidente che i divieti avrebbero portato a più tensioni che soluzioni.
Le piazze centrali di Brescia, storicamente riservate ad eventi istituzionali, sono state al centro delle dinamiche della manifestazione. Dopo un percorso che ha attraversato il Carmine e piazzale Repubblica, il corteo ha deciso di entrare nelle piazze vietate, trovando spazio per esprimere la propria voce senza conflitti con le forze dell’ordine. Il primo gruppo, guidato dallo slogan «Giù le armi, su i salari», ha fatto ingresso in Piazza Vittoria, mentre un secondo spezzone, caratterizzato da una partecipazione più giovanile, ha diretto il proprio cammino verso Piazza Loggia.
Questo evento ha rappresentato un ritorno alle manifestazioni di massa nel centro storico, dove slogan antifascisti risuonavano tra i partecipanti. Tuttavia, alcune tensioni verbali con la Digos sono state registrate, mentre la polizia ha bloccato i varchi verso Piazza Duomo, la zona più sorvegliata. Il corteo, deciso a proseguire, ha scelto di seguire un percorso alternativo, ma alla fine è stato fermato dalla polizia, che ha caricato i manifestanti per impedire l’accesso al centro storico.
Nonostante le difficoltà, il corteo ha continuato a muoversi, passando per piazzale Arnaldo e davanti al carcere di Canton Mombello, prima di tornare nel quartiere del Carmine. Dopo oltre cinque ore di manifestazione, ancora centinaia di persone erano presenti, segno di una mobilitazione che non si vedeva da tempo e che già guarda ai prossimi eventi. Un’assemblea pubblica è stata convocata per lunedì pomeriggio a Campo Mart, dove si discuterà delle future iniziative di protesta.




